Una storia per parlare l’inglese magicamente – 3

Era una piacevole giornata di metà settembre. Molti dei turisti che avevano affollato Tropea il mese precedente erano quasi un lontano ricordo. Forse erano ormai ritornati al loro tran tran quotidiano. Per i tropeani, invece, era il momento di riappropriarsi della loro Tropea, del loro mare. Infatti quel pomeriggio Francesca era scesa in spiaggia con Tania. Le piaceva la sua compagnia, nonostante fosse stata proprio lei a scrivere quel messaggio che l’aveva inizialmente ferita. Francesca apprezzava il fatto che Tania fosse un’amica sincera, in grado di dirle le cose come effettivamente le pensava, senza nascondersi dietro tanti giri di parole, nonostante a volte mancasse proprio di tatto.

“Allora? Come sta andando stavolta? È  uno dei tuoi tanti progetti che non porterai a termine?” Erano proprio quelle domande dirette che Tania le poneva a permetterle di far luce sui suoi meccanismi interiori. Erano sedute in riva al mare, l’acqua calma e cristallina accarezzava i loro corpi rinfrescandoli in quella piacevole giornata di caldo settembrino. Sembrava proprio che il mare fosse lì per lavare via gli ultimi dubbi di Francesca. Stava facendo la cosa giusta, seguendo quel corso così diverso da tutti gli altri usati finora?

“Stavolta ce la faccio. Sarà diverso da tutte le altre volte!” si sorprese a rispondere convinta e senza pensarci. 

“Cosa te lo fa credere?”
“Il fatto che oggi io sia serena nel parlarne e il fatto che io stia agendo in modo diverso dal passato. Se me lo avessi chiesto ieri, subito dopo aver letto il tuo messaggio, o forse prima ancora, avrei cambiato discorso come facevo di solito.”

“È vero, ti conosco bene. Ma non hai ancora risposto alla mia domanda. Cosa ti fa credere che porterai a termine questo corso a differenza di quello di disegno in cui mi hai piantato in asso proprio quando cominciavi ad imparare a disegnare?” insisté Tania.
“Be’, sono partita con il piede giusto, impegnandomi pubblicamente e facendo quello che voglio fare: parlare l’inglese molto bene. E credo finalmente nella possibilità di riuscire a farcela ora, nonostante i fallimenti del passato. Anzi, sono convinta che i fallimenti del passato siano serviti proprio a questo, a prepararmi a ottenere il risultato che mi conquisterò giorno dopo giorno.”
“Quindi parlerai l’inglese… splendidamente?”

“Magicamente!” disse Francesca ridendo. Sapeva che Tania amava cambiare le parole delle canzoni, figuriamoci i titoli dei libri. A volte proprio non ricordava le parole giuste, altre volte lo faceva di proposito per strappare un sorriso, quando le conversazioni sembravano prendere una piega troppo seria. Il sorriso e le risate di Tania erano contagiosi, tanto che si misero a scherzare, immaginando un mago con una bacchetta magica che, dicendo semplicemente abracadabra, poteva trasformarla in una persona in grado di parlare l’inglese molto bene già da un sacco di tempo. E magari, dato che c’era, poteva anche far apparire un ragazzo bello e simpatico che le corteggiasse in modo romantico. Risero entrambe, poi Francesca, ancora con la voce smorzata dalle risate che si erano fatte, disse: “L’unica bacchetta magica che mi permetterà di parlare l’inglese è data da qualcosa che solo io posso fare. Te lo dico in inglese, ma sono sicura che capirai: practice, practice, practice. E stavolta io  voglio praticare l’inglese giorno dopo giorno, divertendomi mentre lo faccio!”
speak-english-magically-audio“E oggi hai già usato la tua bacchetta magica? Cosa dovresti fare oggi per mantenere il tuo proposito di parlare l’inglese sempre meglio?” chiese Tania con il suo sorriso furbo stampato sulla faccia.
“Be’, se mi concederai 20 minuti di solitudine ascolterò un audio. È la prima vera lezione del corso e non so proprio cosa aspettarmi, ma forse è meglio così, non credi?” Francesca avrebbe finalmente capito in cosa consistesse quell’approccio così diverso da tutti gli altri usati nei corsi che aveva frequentato in passato. “Allora sai che faccio? Vado a fare una piccola nuotata e una passeggiata, magari raggiungimi dopo che avrai finito… ” disse risoluta l’amica. Francesca era felice di avere un’amica come Tania: dopo averla messa alla prova, adesso la stava supportando – a modo suo – per farle raggiungere il suo obiettivo di parlare l’inglese molto bene.

Toccava a lei adesso. Il suo smartphone, su cui aveva caricato gli audio di Speak English Magically, era già in modalità aereo  e si mise comoda in un angolino un po’ appartato per restare tranquilla, sdraiata sul suo telo con le braccia ai lati. Cullata dal rumore delle onde del mare e riscaldata da quei caldi raggi del sole settembrino, cominciò ad ascoltare la rilassante musica di sottofondo…

[Prima di andare avanti con la lettura, ascolta anche tu l’audio della prima lezione del corso: trova un posto comodo, fai tacere il telefonino e sistemati in una posizione comoda ad ascoltare.]

tropea-tramontoDurante l’ascolto il suo viso diventava sempre più disteso, mentre le due voci, quella italiana e quella inglese, le suggerivano di raggiungere il suo stato ideale di rilassamento, con il suo respiro che progressivamente rallentava e si faceva più dolce e ritmico. Le tornò in mente il posto più bello in cui si era rilassata: quella sua adorata spiaggia con i colori del tramonto, lo scrosciare delle onde che delicate si infrangevano sulla battigia mentre sorrideva felice e spensierata. E il bello era che mentre se ne ricordava, era veramente lì, in spiaggia a vivere quel momento e quel posto così bello che la calmavano e la rendevano felice al tempo stesso. Riusciva a capire tutto quello che la voce in inglese diceva, dato che subito dopo c’era sempre la traduzione in italiano, perciò poteva lasciarsi andare mentre il suo corpo si appesantiva piacevolmente, quasi come quella volta in cui dopo aver fatto yoga era stata guidata in un piacevole rilassamento di tutto il corpo.

E le tornò in mente quella volta in cui era andata a cavallo e si era sentita felice e libera per aver fatto qualcosa che la metteva a contatto con la natura: era la sua personalissima esperienza piacevole di apprendimento. 

Pensò poi a come si sarebbe sentita ad essere una persona che parlava l’inglese molto bene già da un sacco di tempo. Sarebbe stata spontanea e spigliata, proprio come lo era quando parlava la sua madrelingua, pronta a vivere il momento presente, senza rimpianti per ciò che non aveva fatto, né troppe preoccupazioni per il suo futuro, perché sapeva di poter fare ogni giorno quei piccoli passi che l’avrebbero fatta diventare una persona sempre migliore, pronta ad affrontare i piccoli e grandi ostacoli che la vita le poneva davanti.

E pensò a Ryan, a Celeste e a Danielle, i suoi cari cugini americani… Immaginò di parlare con loro in modo giocoso e rilassato di tutto ciò che le veniva in mente… e fu felice di ricevere i due regali che le avevano portato. Li accettò con gratitudine. Sentiva anche che la frase “I speak English better and better…day after day” era qualcosa che stava facendo avverare grazie anche alle sue piccole azioni quotidiane…

E poi, guidata dalle voci dell’audio, ritornò vigile, felice e in armonia con se stessa e con la vita… Si sentiva così fresca e riposata che quando Tania la vide, la prima cosa che le disse fu: “Sei stata in un centro benessere? Sembri radiosa e felice… Cosa ti è successo?”

“Be’, sarà stata la mia bacchetta magica” rispose sorridendo. Continuarono la loro giornata al mare rilassandosi, ridendo e scherzando, sentendosi vive e libere di godersi quella meraviglia della natura che era il loro mare. E quando Francesca tornò a casa, stanca e felice – perché, come sanno tutti, il mare stanca- rivide mentalmente cosa aveva fatto quel giorno per se stessa, per il suo inglese e magari anche per il suo futuro. Sapeva che “il modo migliore di predire il futuro è crearlo”. Ed era proprio quello che stava facendo. Si disse qualche affermazione positiva proprio prima di addormentarsi profondamente e fare dei sogni che le avrebbero permesso di fissare nella mente l’inglese che aveva ascoltato e tutto quello di cui aveva fatto esperienza in quella bella giornata trascorsa insieme a Tania. Cosa avrebbe fatto il giorno dopo?

Continua? Dipende sempre da te! 🙂

A me non resta da dirti che il podcast gratuito del corso è online e puoi ascoltarlo tutto in #paypertweet cliccando qui! Si aprirà una pagina nella quale potrai twittare o mettere mi piace sulla pagina di Speak English Magically & Awaken Your English. Subito dopo riceverai il link per ascoltare tutto l’audiocorso gratuito. Relax, enjoy the journey and passaparola! 🙂

Antonio

Pubblicato in Usare al meglio il corso | Contrassegnato | 6 commenti

Una storia per parlare l’inglese magicamente – 2

Francesca era davvero stanca. Era stata una giornata molto dura al lavoro. Quel cliente proprio non riusciva a capire quello che cercava di spiegargli. Lei insisteva a dire che “per ottenere dei risultati bisogna fare la propria parte e impegnarsi“. Ma era tutto inutile, non riusciva proprio a far passare quel suo messaggioSolo quando era tornata a casa le era tornata in mente una storia di Gandhi che aveva sentito tempo prima.

“Può dire a mio figlio di non mangiare più dolci?” chiese al santone una madre che si era recata da lui. Gandhi disse alla donna di ritornare dopo tre settimane e l’avrebbe aiutata. Mentre Francesca ripensava a questa storia si ricordò che il giorno prima aveva pubblicato quella foto su Facebook e si era impegnata pubblicamente ad usare il libro (comprato alla libreria di Chiara) per almeno dieci minuti al giorno.

facebookcommentiAndò a vedere se qualcuno avesse commentato. Scorse lungo i commenti e, oltre a quelli incoraggianti, ne trovò almeno due che la ferirono. “Sì, ma quando mai!” aveva scritto Marisa. “Ti ricordi di quella volta in cui hai detto lo stesso per il corso di disegno che frequentavamo insieme?” aveva commentato Tania. Quei commenti erano come del sale versato su una ferita aperta – le bruciavano. Era vero, in passato aveva intrapreso qualche attività e non l’aveva portata a termine. Sapeva però che essere consapevoli di avere un problema, di aver fatto male in passato, poteva essere il primo passo per fare bene questa volta. Infatti Francesca voleva davvero parlare l’inglese molto bene e non doveva dimostrare niente a nessuno, se non a se stessa. Anche se si era impegnata pubblicamente a usare quel corso, voleva mantenere la promessa che aveva fatto principalmente a se stessa. E se poi, facendolo, avesse messo a tacere quelle malelingue, tanto di guadagnato! Avrebbe usato Speak English Magically per almeno dieci minuti al giorno e se alla fine fosse stata in grado di parlarlo magicamente o meno, non importava. Stavolta sarebbe stata organizzata e sistematica. E nonostante questo, si sarebbe goduta il viaggio. Più volte aveva letto nell’introduzione proprio quella frase: Relax and enjoy the journey! Quasi come se il viaggio (imparare l’inglese in modo piacevole e rilassante) fosse tanto importante quanto la destinazione (parlare l’inglese molto bene).

Mentre faceva queste riflessioni era già andata sulla pagina dei bonus e aveva cominciato a scaricare gli audio. Rimase sorpresa dalla quantità di audio da scaricare. Chiara le aveva detto che c’erano 6 ore di materiale gratuito, ma quasi quasi non ci voleva credere. “Ma chi glielo fa fare a questo autore di regalare tutto questo materiale?” pensò. “Quali saranno le sue intenzioni?” si chiese con curiosità. Oltre ad altri file in formato pdf con i disegnini che tanto la avevano colpita sfogliando il libro, notò che gli audio erano 60, ma l’ordine delle tracce diceva 59. Come mai? Guardò meglio. C’erano due tracce intitolate “Positive affirmations“. 03Le ascoltò entrambe. Una era con una piacevole musica di sottofondo e l’altra senza. “Come mai?” si chiese. Lesse nel libro come usare quelle affermazioni positive. Avrebbe dovuto copiarle sul suo quadernino dell’inglese e avrebbe dovuto pronunciarne alcune a voce alta ed in modo entusiastico. Ne scelse due e le pronunciò a voce alta. “I can speak English very well! Day after day I speak English better and better!“, disse a mezza voce.

Non le piacque il modo in cui pronunciava quelle frasi. Non le suonava proprio il suo modo di pronunciarle, perciò lo rifece. Si mise a ridere. “Che diavolo! Se l’obiettivo di queste affermazioni è quello di autosuggestionarmi in modo positivo, tanto vale che lo faccia con più entusiasmo!” pensò a voce alta. Perciò chiuse semplicemente gli occhi, respirò dolcemente per alcuni istanti e poi disse con tutto l’entusiasmo che poteva le frasi che aveva scelto…

Sorrise, ripensando alla storia di Gandhi. Quando la madre tornò, Gandhi disse al bambino semplicemente: “Smetti di mangiare dolci!”

“Mi scusi, ma non poteva dirglielo tre settimane fa?” fu la reazione piccata della madre. E Gandhi rispose:”Tre settimane fa li mangiavo anch’io”. Ripensò a quella famosa frase che molti amavano condividere su Facebook:”Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” e sorrise di nuovo. L’indomani avrebbe richiamato il suo cliente.

Spense la luce per addormentarsi in un sonno piacevole e profondo nel quale la sua mente avrebbe potuto integrare quello che aveva imparato quel giorno. E quel che più importava, era che, nonostante si sentisse stanca, aveva mantenuto la sua promessa. Aveva usato il corso per almeno dieci minuti quel giorno. Ed era felice, perché sapeva che sarebbe stata in grado di farlo anche nei giorni successivi, rilassandosi e godendosi il viaggio.

Continua? Dipende sempre da te! 🙂

“Quali saranno le sue intenzioni?” si chiede Francesca in questo racconto che mi sono appena divertito a scrivere. Rispondo brevissimamente (a lei, ma soprattutto a te che stai leggendo queste righe) dicendo che il mio desiderio è che questo corso (che ho iniziato a creare diversi anni fa) sia conosciuto e usato anche da tutti quelli che in passato hanno avuto difficoltà con la lingua inglese. Se dopo averlo usato nel modo proposto parleranno l’inglese magicamente o meno, non lo so ancora, ma so per certo che si divertiranno e si godranno il viaggio. Perciò, passaparola!

Antonio

P.s.: Per favorire la diffusione di questo corso, sto preparando anche un podcast gratuito in cui introduco prima in italiano l’audio inglese; questo per rendere più accessibile il materiale a tutti quelli che vogliono capire cosa viene detto poi in inglese anche se non hanno il libro a portata di mano. L’anteprima del podcast si trova su Soundcloud. E nel terzo episodio c’è qualche indizio in più sul mistero delle due tracce con le affermazioni positive. Sta a te scoprirlo! 🙂 Da qui sotto:

Pubblicato in Usare al meglio il corso | Contrassegnato , | 6 commenti

Una storia per parlare l’inglese magicamente-1

Dopo quell’ennesima delusione Francesca si era quasi arresa. Erano anni che studiava l’inglese, ma nonostante questo, quando quel turista americano carino e simpatico le aveva chiesto qualche informazione su Tropea (“Hello! Can you tell me something about Tropea?”), aveva fatto scena muta ed era arrossita; quel che è peggio è che non era nemmeno sicura di aver capito cosa le avesse chiesto. Era entrata nel pallone. Proprio non riusciva a sentirsi rilassata quando voleva parlare quella lingua. “Come mai?”, si chiedeva.

Eppure aveva studiato tutte le regole della grammatica, aveva fatto tutti gli esercizi su quel libro usato da tutti. L’anno prima era anche andata in quella famosa scuola d’inglese pubblicizzata un po’ dappertutto per fare un mese di immersione in un corso superintensivo. C’è da dire che c’erano più italiani che inglesi in quella scuola di lingue e che dopo sei ore al giorno di lezioni (seppure divertenti) si sentiva stanchissima…

Era delusa e frustrata per quello che le era successo quella mattina. Voleva stare da sola per un po’, passeggiare in giro per i vicoli di Tropea. Guardare le vetrine dei negozietti. E proprio mentre camminava, l’attirò, nella vetrina di una delle due librerie che avevano aperto da poco (ed erano una più bella dell’altra: due mondi in cui perdersi negli infiniti mondi offerti dai libri), un’immagine di un uomo che apriva un libro e da lì usciva fuori un mare di colori. Era la copertina di un libro e il titolo era, manco a farlo apposta, “Parla l’inglese magicamente! Speak English Magically!

Dopo averne letto il sottotitolo, era già entrata dentro a chiedere alla giovane e sorridente libraia di poter dare un’occhiata a quel libro che tanto l’aveva colpita. “Quello è il libro scritto da un nostro concittadino”, le disse prontamente Chiara. “Quindi non l’ha scritto un inglese?”, reagi subito Francesca. “Stai tranquilla Francesca, il testo è stato riveduto e corretto da una madrelingua”, la rassicurò la libraia. Cominciò a sfogliarlo e fu colpita anche 01da quelle immagini coloratissime che sembravano dei disegnini fatti da un bambino. Le facevano simpatia.
Si ricordava di quando anche lei li faceva e, qualunque fosse il risultato, ne era orgogliosa (almeno finché non le cominciarono a dire che dovesse fare altro nella vita per guadagnarsi da vivere; ma questa è un’altra storia). Dopo aver scoperto da Chiara che c’erano addirittura 6 ore di materiale audio gratuito registrato da una nota speaker americana, l’acquistò, andò a casa e ne fece subito una foto da postare su Facebook. facebook

Più tardi, dopo averne letto l’introduzione scrisse anche qualcos’altro: “Da oggi in poi userò questo libro per almeno dieci minuti al giorno”. Era un modo per impegnarsi pubblicamente a fare qualcosa che finalmente le avrebbe permesso di parlare l’inglese molto bene. Avrebbe potuto parlare con quel ragazzo americano tanto affascinante (o magari conoscerne altri). Avrebbe potuto aspirare ad un lavoro per cui la lingua inglese era fondamentale. Avrebbe potuto viaggiare e farsi capire. Queste erano le prime cose che le erano venute in mente dopo aver letto la domandaPerché vuoi parlare l’inglese molto bene?” Si sedette e scrisse su un quaderno  tutto quello che le veniva in mente: pensò a tutto quello che significava per lei poter parlare l’inglese molto bene…

facebook2

Quella notte dormì molto profondamente e, mentre sognava, una parte di lei stava lavorando per integrare tutto quello di cui aveva fatto esperienza durante la giornata… la delusione, la vetrina della libreria che l’ha casualmente attirata, il libro che aveva come sottotitolo “Rilassati! Anche tu puoi imparare l’inglese ora!” e la speranza di poter fare qualcosa di divertente e imparare quella lingua che tanto desiderava parlare molto bene… Aveva un impercettibile sorriso sulla faccia: poteva farcela!

Continua? Dipende da te!

Oggi ho fatto qualcosa di diverso del solito… Perché mi piace sperimentare, perché è bello fare qualcosa di nuovo ed è stato un modo carino per cominciare a presentarti il mio nuovo libro. Se questo modo di presentarlo ti piace, fammelo sapere e ti parlerò ancora di Francesca e dei suoi magici viaggi in America con Speak English Magically.

A me non resta che salutarti, dicendoti: relax and enjoy the journey!

Antonio

P.s.: Se non sai bene cos’è Speak English Magically, ti invito a leggere le prime 59 pagine del libro gratuitamente da qui. E se ti piace ciò che leggerai, passa parola: è il solo modo che ho per far conoscere questo corso pensato con in mente proprio te!

P.s.2: Il prezzo del libro è relativamente basso per tutto quello che ti offre… Perché? Nonostante in molti credano nello stereotipo costoso= buono (di cui parla anche Robert Cialdini in “Teoria e pratica della persuasione”) io credo che la cultura debba essere accessibile anche economicamente. Se lo credi anche tu e credi che il libro sia valido, passa parola😉 Grazie mille!

Pubblicato in Usare al meglio il corso | Contrassegnato , | 10 commenti

La Meligrana Editore pubblica un nuovo libro multimediale per parlare l’inglese…magicamente!

L’estate è finita e probabilmente a molti di voi sarà capitato di sentirvi rivolgere la parola in inglese. Alcuni avranno saputo rispondere e dare le informazioni richieste allo spaesato turista. Altri probabilmente non l’avranno saputo fare, forse perché non hanno mai imparato l’inglese oppure, pur avendolo studiato, non sono riusciti a capire quello che gli veniva chiesto o non hanno saputo esprimersi.

Che abbiate avuto questi incontri oppure no, l’inglese, ce ne rendiamo tutti conto, è una lingua da conoscere per tantissime ragioni.

meligrana

Il libro, pubblicato dalla Meligrana Editore, si propone di aiutare i volenterosi ad acquisire inglese in modo divertente e rilassante.

Dopo il precedente libro intitolato Awaken Your English, anche stavolta Antonio Libertino ci ha stupiti con un libro utile e divertente che mira a soddisfare delle esigenze concrete, anche per la realtà locale in cui viviamo”, dice Giuseppe Meligrana, il fondatore della casa editrice.

Speak English Magically! Parla l’inglese magicamente! è “un viaggio in dieci tappe in giro per gli Stati Uniti, per viaggiare restando a casa propria e imparare l’inglese al tempo stesso”, afferma Antonio Libertino, autore dell’opera.

Anche questo corso d’inglese per italiani è stato inserito nella collana Multimedia, in quanto offre al lettore degli audio mp3 da scaricare gratuitamente per ascoltare la pronuncia corretta direttamente da Veronica Giguere, una nota speaker americana.
Gli audio, insieme alla struttura particolare del libro, che contiene testi inglesi con traduzione italiana a fronte o consecutiva, vogliono esporre il lettore/ascoltatore ad un inglese totalmente comprensibile oltre che interessante.

Sono diversi anni che ho scoperto e faccio uso anche di una tecnica che permette di incrementare la capacità di apprendimento, la creatività oltre che la motivazione di chi la usa. Dato che diverse ricerche scientifiche hanno confermato che l’apprendimento di un’abilità può avvenire sia con l’azione reale che con l’immaginazione, ho pensato di usare le fantasie guidate anche nell’insegnamento delle lingue. Ed è questo che nel libro mi propongo di fare: far rilassare e far immaginare di essere in un posto dove il lettore e l’ascoltatore possono ascoltare e usare l’inglese,” dice l’autore.

Speak-English-Magically-Front-Cover

Speak English Magically! Parla l’inglese magicamente! contiene dieci lezioni, oltre all’introduzione, al capitolo dedicato alla scienza dietro il metodo e alla sezione che l’autore chiama “Travel notes (Appunti di viaggio)”.

La prima lezione (I Speak English Very Well) vuole aiutare il lettore a motivarsi e ad aprirsi alla possibilità di essere in grado di parlare l’inglese molto bene. Dalla seconda lezione in poi comincerà un viaggio immaginario attraverso la costa Ovest degli Stati Uniti: Los Angeles, Phoenix, Sedona, il Grand Canyon, Las Vegas e altri meravigliosi posti saranno le tappe di questo viaggio alla scoperta intuitiva della lingua. Ogni lezione, presentata in due versioni (bilingue o solo in inglese), contiene una mappa mentale a colori disegnata dall’autore oltre alle sezioni dedicate alla riflessione personale -“Your travel notes (I tuoi appunti di viaggio)”- e alle “Questions (Domande)”.

Per maggiori informazioni e un’anteprima del libro:
www.speakenglishmagically.com
oppure sul sito della
Meligrana Editore

Pubblicato in Press Release | Contrassegnato | 1 commento

Sai qual è il metodo migliore per imparare l’inglese?

Secondo te, c’è un metodo di apprendimento che, anche se ormai sei un adulto (un’adulta), ti possa “far entrare in testa” una lingua (l’inglese ad esempio) e nel più breve tempo possibile?

Che ne pensi? Esiste un metodo che – se usato – ti possa far raggiungere la padronanza di una lingua straniera nel più breve tempo possibile?

Ora che hai risposto alle domande che ti ho posto qui sopra, forse sarai curioso (curiosa) di sapere cosa ne penso io, perciò risponderò alla domanda… a modo mio;-)

Nel corso degli anni ho conosciuto degli adulti che hanno cominciato ad imparare una lingua straniera (anche più di una) e hanno raggiunto un ottimo livello partendo dall’uso del dizionario e del libro di grammatica, integrando l’ascolto e il parlato in un momento molto successivo!

Incredibile“, potresti pensare, ma prova a cercare la storia di Emanuele Marini e resterai sorpreso di quello che ha ottenuto con il suo metodo.

Ho saputo di altri che non usano per nulla la grammatica e si immergono attivamente e passivamente nella lingua: anche loro hanno ottenuto un ottimo risultato.

Incredibile“, dirai tu, ma prova a cercare la storia della persona che sta dietro al sito All Japanese All the Time o quella dei ragazzi polacchi di Supermemo.

E mentre questi di cui hai appena letto cercano di essere esposti alla lingua più corretta possibile dal primo momento, ho letto di altri che cominciano a parlarla dal primo giorno anche se ne conoscono (letteralmente) una o due  frasi  e non si preoccupano minimamente del fatto di commettere errori, perché dopotutto “sbagliando si impara”! Ciononostante, anche loro sono riusciti a fare le piccole/ grandi cose che si possono fare in una lingua straniera, raggiungendo i loro obiettivi comunicativi, vivendo (o meno) nel Paese in cui si parla la lingua che stanno imparando.

Incredibile, potresti pensare, ma hai presente Benny, the Irish polyglot?

Poi ho conosciuto personalmente degli studenti che usando tanto la loro immaginazione e facendo un mix di lavoro attivo e passivo cominciano  a parlare la loro lingua obiettivo sempre meglio.

Incredibile“, potresti pensare tu, ma guarda le testimonianze dei miei studenti della lingua italiana.

E ce ne sono altri ancora che… fanno quello che fai tu, che stai migliorando di giorno in giorno con la lingua straniera che stai imparando. Se sei su questa pagina probabilmente hai cominciato anche tu a usare la tua immaginazione e le tecniche di allenamento mentale per migliorare giorno dopo giorno con l’inglese.

E, quasi quasi me ne dimenticavo, ho conosciuto delle persone che viaggiano e imparano la lingua viva direttamente dalle persone con cui entrano in contatto. La “connessione” emozionale con le persone del posto è una parte molto importante del loro metodo.

Incredibile“, potresti pensare tu, ma pensa per un attimo a Conor Clyne (http://www.languagetsar.com/) e a Jan van der Aa (http://www.janvanderaa.com/).

Per dirla quasi con una frase fatta:

Il mondo è bello perché è vario e anche il mondo dell’apprendimento delle lingue lo è“.

Quindi, per rispondere alle domande iniziali: esiste un metodo perfetto per imparare le lingue e quindi anche l’inglese? Sebbene anche io sia caduto nella trappola della ricerca del metodo perfetto e ne ho anche parlato nei miei libri (in particolare in quelli di italiano per stranieri) nel corso degli anni, mi sono reso conto che la risposta è…

Sì, il metodo perfetto esiste ed è quello che è più giusto per te. Qualunque cosa tu faccia con la lingua, sia che tu ascolti tanto, sia che la parli tanto, sia che ti focalizzi sulla grammatica, sia che tu usi le tecniche di allenamento mentale, è semplicemente un altro piccolo grande passo in quello che è un viaggio alla scoperta della lingua, sia essa l’inglese o ogni altra lingua che tu voglia imparare.

E la bellezza del viaggio non sta tanto nella destinazione (parlare l’inglese o qualsiasi altra lingua molto bene), ma nel percorso che fai giorno dopo giorno. Ed è molto importante che tu renda piacevole questo viaggio, che tu associ delle emozioni positive all’apprendimento, che ti senta bene ogni volta che fai qualcosa per avvicinarti passo dopo passo al tuo obiettivo di parlare l’inglese sempre meglio. E credo che questo lo abbiano capito tutti quelli che, come me, sono in questo viaggio (magari nel viaggio dell’eroe?) fatto di scoperte, vittorie e sconfitte, ed esperienze che ti aiutano a crescere e ad imparare da esse.

methods-learning-languages-reducedlogo

Detto questo, io credo che invece che un metodo preciso per imparare le lingue, possano esistere degli ingredienti più o meno fissi per rendere questo viaggio piacevole e fruttuoso.

E quali sono?

1) Costanza. Se ti dedichi ogni giorno, anche se per poco tempo al giorno, alla scoperta della lingua che vuoi parlare, stai sicuro che, senza neppure accorgertene, ti troverai davvero a fare agevolmente delle cose che forse prima ritenevi difficili.

2) Curiosità. È quella che ti spinge a chiederti perché una cosa si faccia in un certo modo, o magari, ancora meglio, a chiederti: come puoi parlare l’inglese sempre meglio, giorno dopo giorno?

3) Passione. È quella che ti fa brillare gli occhi mentre fai qualcosa che ti dà la gioia di fare e la gioia di vivere la lingua!

4) Varietà. È meglio fare di tutto un po’ con la lingua straniera in base ai tuoi obiettivi, avendo cura di associare una sensazione positiva all’apprendimento. Se qualcuno ti dicesse di fare solo una cosa – e niente altro – per migliorare la tua abilità nel parlare l’inglese sempre meglio,  allora probabilmente non sarebbe la persona giusta ad aiutarti a migliorare l’inglese. Da parte mia, nell’introduzione al libro Awaken Your English, ti invito ad “attraversare” diversi strati per essere esposto allo stesso materiale in tanti modi diversi (sia passivamente che attivamente!). Perché? Be’, se segui questo blog, probabilmente lo saprai già, altrimenti vai a leggere questo articolo in cui ti parlo di Procuste.
bregman-18minutes5) Atteggiamento mentale positivo. Ti spiego questo concetto riportandoti quanto letto nel libro di Peter Bregman, intitolato 18 minutes.

If you have a growth mind-set, then you use your failures to improve. If you have a fixed mind-set, you may never fail, but neither do you learn or grow”.

Che in italiano potrebbe essere tradotto più o meno così:

“Se hai una ‘mentalità di crescita’, allora userai i tuoi fallimenti per migliorare. Se hai una ‘mentalità rigida’, allora forse non fallirai mai, ma non imparerai o crescerai nemmeno”.

6) Motivazione. Quali sono i motivi che partono da dentro di te e che ti stimolano ad avere anche tu tutte le caratteristiche precedenti? Si tratta delle tue personalissime ragioni, quelle a cui riavvicinarti nel caso in cui tu abbia un possibilissimo calo di motivazione… Te ne ho già parlato qui.

Per me è arrivato il momento di chiudere questo articolo, per te forse è il momento di riflettere su quello che ho scritto, magari ricordandoti che puoi parlare l’inglese sempre meglio giorno dopo giornoagendo di conseguenza!

Perciò… rilassati, goditi il viaggio e agisci ora!

-Antonio

P.s.: Sai che sto lavorando ad un altro libro? Se ti è piaciuto Awaken Your English, sono sicuro che ti piacerà anche il mio nuovo libro (Speak English Magically!) che ti porterà a fare un nuovo viaggio nell’inglese;-) Se vuoi saperne di più, segui le mie pagine su Facebook e Google+.

P.s.2: Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con le persone che ti stanno a cuore. Te ne sarò grato!

P.s.3: Questo articolo mi è stato ispirato da un articolo che ho letto qualche settimana fa su Efficacemente. Andrea sta lanciando un ottimo prodotto che si chiama Yes! Inglese… Magari in futuro lo proverò anch’io, perché non si finisce mai di imparare;-)

Pubblicato in Consigli | Contrassegnato , , | 1 commento

Condividi la tua esperienza per migliorare con le lingue straniere!

Condividere. Una parola molto frequente ai tempi dei social media. Condividere è qualcosa che si può fare anche senza usare troppo Facebook. Come? Avendo una passione comune, come per esempio quella delle lingue straniere – compresi il loro apprendimento e insegnamento. Non importa che si tratti di una sola lingua o di più di dieci, quello che importa è avere passione in quello che si fa, e poi condividerla con altri.

Nello scrivere ciò che ho appena scritto mi viene in mente la frase di Christopher McCandless che ho ascoltato nel bellissimo film “INTO THE WILD”:

“La felicità non  è reale se non viene condivisa”

Quello che ho vissuto nei giorni scorsi è la felicità che diventa reale, e posso riassumere questa esperienza in un’unica parola. E questa parola è…

CONDIVISIONE.

Di pensieri.
Di storie di vita.
Di esperienze.
Di tecniche.
Di risorse.

Per imparare, insegnare, vivere pienamente una o più lingue straniere nel modo più naturale possibile.

Ma di cosa sto parlando?

Hai presente Berlino, la capitale della Germania? Una città che ti può stupire con le sue meraviglie architettoniche, la sua storia, le sue persone. Che tu possa immaginarla oppure no, sappi che pochi giorni fa è stata la sede di un incontro speciale: per quattro giorni, circa 350 tra “poliglotti”, appassionati delle lingue, e imprenditori illuminati hanno condiviso le loro idee (con gioia e passione!), le loro attività e soprattutto la loro storia di vita.

Quelle che puoi vedere qui sotto sono solo alcune delle persone speciali che si sono ritrovate al Polyglot Gathering di Berlino nei primi 4 giorni di maggio del 2015 … Nel video di Lindsay Dow, puoi partecipare alla sintesi della prima giornata dell’evento.

( https://youtu.be/3gQRmSji0sw )

Anche se non citerò tutti, è giusto che tu sappia che tutti i presenti – dagli organizzatori all’ultimo dei partecipanti, anche quelli con cui ho parlato davvero poco – hanno un posto speciale nel mio cuore.

KyeonghunTra questi c’era Kyeonghun Son, arrivato dalla lontana Corea, che insieme ad altri di cui purtroppo non ricordo il nome, si è seduto a chiacchierare con me (in inglese) a cena e mi ha insegnato come presentarmi in coreano (e io ho fatto l’ho stesso per lui con l’italiano)… Mi ricorderò con piacere la bella passeggiata a passo veloce dopo pranzo in giro per Berlino e il bel feedback sulla mia presentazione… Eh sì, perché io sono andato lì anche a presentare qualcosa a cui tengo molto e di cui ti parlerò più avanti in questo post.

irinaC’era Irina Pravet che ha condiviso con noi la sua storia e le sue intuizioni derivanti dal suo trasferirsi dal Canada alla Finlandia. Ci ha raccontato di quanto il suo modo di essere (socievole e spontanea) sia cambiato quando ha cominciato a vivere e a parlare il finlandese in Finlandia, di come abbia attraversato un periodo di grande sconforto, per poi risollevarsi sempre di più e  ritrovare se stessa. Questa è la mia mappa mentale della sua presentazione – davvero emozionante!

mind-map-irina-pravet

Trparadisea le altre cose, Irina ha portato me e Claudio a scoprire un bellissimo giardino segreto nei pressi dell’hotel dove si svolgeva la conferenza. Chi è Claudio?

claudio

Claudio Sartori è un simpaticissimo e carismatico italiano, attualmente in Lituania, che ha avuto un’idea speciale per superare uno degli ostacoli più grandi nell’apprendimento della lingua, quello di trovare dei contenuti rilevanti, divertenti, e al livello (+1) di chi li legge o ascolta. E ha creato una risorsa fondamentale per chi vuole leggere, ascoltare, guardare tanto contenuto interessante senza provare la frustrazione di non capire nulla. Come? In questo video puoi scoprire il funzionamento di BLIU BLIU.

( https://youtu.be/WKhZ0Z4v0-U )

Molti erano curiosi di sapere perché mai il nome Bliu Bliu… La storia è più o meno questa. Anche Claudio aveva provato a imparare l’inglese senza successo per molti anni, poi consigliato da un amico si è messo a guardare e a riguardare gli episodi di FRIENDS in inglese… per poi, un giorno, scoprire che riusciva finalmente a parlare l’inglese, sempre meglio. E proprio in un episodio di Friends c’era Joey che doveva parlare in francese e pur non avendolo parlato prima in vita sua ha cominciato a “dire” in modo molto sicuro di sé qualcosa che non assomigliava minimamente al francese (tra cui anche le parole BLIU BLIU), e allora Claudio ha pensato tra le altre cose che a volte il fatto di essere sicuri di sé può avere un ruolo fondamentale nel modo di essere percepiti dagli altri.

A proposito, Claudio sta cercando altro materiale autentico in tutte le lingue... perciò qualunque sia la tua lingua madre, se ti va di aiutarlo, registra un piccolo video e mandaglielo a claudio at bliubliu.com (condividendo il tuo video o audio con lui aiuterai tantissimi altri a imparare la tua lingua).

E c’era anche Albertone di Italiano Automatico, sempre simpaticissimo e sempre più muscoloso (oltre che alto): mi ha fatto ridere un sacco (anche perché dice che gli piace la mia risata) e mi ha anche coinvolto in qualche video interessante che presenterà al più presto sul suo canale. Ecco una bella foto insieme alla simpaticissima Gloria.

albertone

Ogni persona presente al Polyglot Gathering ha condiviso una parte di sé, con l’obiettivo di far crescere e dare potere (nel senso più positivo del termine) ad una comunità di persone normalissime e al tempo stesso speciali, che ogni tanto amano incontrarsi dal vivo anche per fare il punto della situazione.

E io? Perché sono stato lì? So di non essere un poliglotta (hai letto la pagina about me?), ma condivido con tutte queste persone la passione per le lingue e le culture. Perciò ho pensato di andare a Berlino per condividere qualcosa di a me molto caro e che, insieme a tante altre cose, amo usare con molti dei miei studenti: le fantasie (o visualizzazioni) guidate per l’apprendimento delle lingue. Le visualizzazioni sono per me una delle tante cose interessanti (tra cui leggere, ascoltare, parlare, divertirsi con la lingua) che si possono fare per raggiungere passo dopo passo l’obiettivo di parlare una lingua straniera molto bene.

1

Avevo deciso di fare la mia presentazione in inglese fin da subito, sebbene mi sentissi di nuovo un po’ arrugginito con questa meravigliosa lingua, comune a molti. Era una sfida per me, un modo per uscire dalla mia zona di comfort. Nonostante le mie umane imperfezioni, sono felice di come sia andata e di come sia stata accolta.

Mi ricordo con piacere il commento di Kyeonghun Son, di cui ti ho parlato poche righe fa:  mi ha detto che ha sentito come se io stessi condividendo la mia energia con il pubblico… il che mi ha fatto davvero molto piacere, perché, come ho detto a lui, ero in uno stato di flow (soprattutto durante la visualizzazione guidata vera e propria): anch’io sentivo – con tutto me stesso – ciò che le parole che uscivano dalla mia bocca suscitavano, quando ho guidato le persone di fronte a me in un piacevole stato di rilassamento nel quale hanno immaginato di parlare la loro lingua obiettivo molto bene!

Mi ha fatto molto ridere invece il commento di Dimitry, che ha scherzato sul fatto che a quell’ora (le 9 di mattina) molte persone che avevano dormito poco la notte prima (per la vita notturna berlinese) sono state felici di riaddormentarsi e russare durante il rilassamento, guidati dal suono della mia voce.

C’è stato un signore di cui non ricordo il nome che mi ha detto di aver immaginato una bellissima scena positiva in cui era seduto insieme ad altre persone in un ufficio importante della sua compagnia e di parlare molto bene in lingua olandese.

C’è stata Leslie che mi ha raccontato di come sia stato facile per lei immaginare le situazioni suggerite, sentendosi meravigliosamente bene alla fine.

Ringrazio queste persone per il feedback che mi hanno dato e vorrei aggiungere un paio di cosette prima di concludere questo lunghissimo post.

1) Mi ricordo che mi è stato chiesto se quello che avevo appena fatto fosse “ALPI” e ho risposto che non conoscevo la disciplina. Ripensandoci su, probabilmente, ho capito male e chi mi ha fatto la domanda si riferiva alla PNL (NLP in inglese). Be’, la PNL ha anche una tecnica chiamata Future Pace in cui si può chiedere al cliente di immaginare di essere in un contesto che, in passato avrebbe scatenato un comportamento problematico. La visualizzazione usata durante la presentazione è qualcosa di più completo che può essere usata anche nei modi di cui ho parlato nella parte conclusiva (e che presto pubblicherò su questa pagina appena sarà pronto il filmato della presentazione).

2) Un concetto di cui avrei anche potuto parlare nella presentazione è quello dello state dependant learning di cui ho accennato in qualche post su questo blog e di cui forse parlerò ancora in futuro.

Prima di concludere mi sento di condividere un ultimo pensiero con te che stai leggendo, perché…

Puoi imparare molto anche condividendo ciò che sai, scoprendo e arricchendo te stesso (te stessa) nel processo.

Relax and enjoy the journey!

-Antonio

P.s.: Share it if you like it!

Pubblicato in Ispirational | Contrassegnato , , | 4 commenti

È meglio il bastone o la carota per imparare l’inglese?

Immagina per un momento di avere un insegnante che usa il “bastone” per insegnare… Lo so che è probabilmente questo tipo di insegnante è anacronistico e che non durerebbe a lungo ai nostri giorni (probabilmente verrebbe denunciato alla prima occasione), ma immagina di avere un insegnante che ti faccia sentire male per il fatto di non riuscire a imparare la sua materia, che ti insulti e ti faccia provare odio verso di lui e la sua materia… Immagina ora che sia un insegnante di inglese, uno di quegli insegnanti che faccia lezioni di sola grammatica, grammatica, grammatica. Fai finta anche che lui esiga che  tu impari la lingua inglese solo con il suo metodo.

Lo hai fatto? Hai immaginato questo tipo di insegnante? Ora, credi che saresti motivato (motivata) a imparare la lingua inglese o qualsiasi altra cosa questo insegnante immaginario ti voglia insegnare in questo modo forse così sbagliato?

Rispondi all’ultima domanda che ti ho posto e poi usa la tua immaginazione per “creare” nella tua mente un insegnante che sia davvero interessato al tuo successo, che ti ponga al centro del processo di apprendimento, qualcuno che ti faccia sentire a tuo agio, che ti insegni a imparare come imparare la lingua straniera e a riscoprirne il piacere oltre che la tua capacità di farlo in modo autonomo.

Tra i due insegnanti immaginari che ti ho prospettato, quale preferisci?

Tieni presente che il secondo insegnante non è il tipo da lodarti per il semplice gusto di farlo. Ti dà del feedback. Può dartelo con il metodo del “sandwich”; in altre parole ti dice prima cosa gli è piaciuto di quello che hai fatto (the bread), poi quello che potresti migliorare (the ham), e infine ti darebbe una valutazione generale del tuo operato (some more bread). Questo insegnante potrebbe anche, se lo preferisci, dirtelo in modo diretto (dipende da te!). Potrebbe addirittura usare un altro metodo per darti del feedback, cioé: ti direbbe solo quello che gli è piaciuto e quello che potresti migliorare (ti direbbe qualcosa del tipo: “here’s what I liked and here’s what you should improve“). Questo secondo insegnante ti proporrebbe dei modi più o meno nuovi per imparare, come ad esempio le visualizzazioni guidate, la brain gym, lo shadowing, strani e divertenti esercizi, potrebbe usare anche dei fumetti (lo fa da secoli;-), ed è divertente stare con lui.

Forse starai pensando: ma dai, non esiste un insegnante così! Forse, ma continua a giocare con me un pochino e scoprirai dove voglio andare a parare;-)

Ti ripeto ancora la domanda che ti ho posto prima, formulandola diversamente.

Con quale dei due insegnanti credi che impararesti una lingua straniera in modo più efficiente?

teachers-awaken-your-english

Ti dirò quello che ne penso io: il primo tipo di insegnante non fa altro che incrementare il filtro affettivo di cui ha parlato molti anni fa il famoso linguista Stephen Krashen dicendo anche che:

“The best situations for language acquisition seem to be those which encourage lower anxiety levels”

Che in italiano potrebbe essere tradotto più o meno così:

“Le situazioni migliori per l’acquisizione di una lingua sembrano essere quelle che incoraggiano bassi livelli di ansia”

Alla luce delle ricerche attuali questa ipotesi è confermata dal fatto che quando una situazione viene percepita come ansiogena o stressante si attiva il sistema del fight or flight. Quando si è nervosi o stressati si entra in quella condizione di “combatti o fuggi” che si potrebbe avere per esempio quando un leone sta correndo verso di noi. Le reazioni possibili in quel caso sono due: o siamo così forti e coraggiosi da combattere con il leone (fight), oppure siamo così veloci da correre via (flight). Sicuramente non è la situazione ideale per imparare (consciamente) o acquisire (inconsciamente) una lingua straniera, non credi? Imparare e acquisire una lingua straniera sono due aspetti dell’apprendimento che possono essere divertenti, NON si tratta un leone che ti vuole sbranare o di un insegnante che ti mette paura! Perciò ti consiglio di evitare come la peste il primo tipo di insegnante prospettato in questo post, se vuoi davvero raggiungere il tuo obiettivo di parlare l’inglese molto bene!

Mentre scrivo queste righe mi ritorna in mente una storia che ho ascoltato poco tempo fa e che vorrei raccontarti in modo diverso…

C’era un insegnante che riusciva veramente a insegnare in modo olistico, comunicando a più livelli. Aveva uno studente che ne era stato l’apprendista per molti anni. Lo studente non poteva permettersi di pagare le lezioni, ma l’insegnante era felice di aiutarlo gratuitamente, facendogli trascorrere del tempo con lui, per assorbire le abilità che l’insegnante aveva padroneggiato così bene.

Un giorno, l’insegnante diede un regalo allo studente: il manuale del perfetto insegnante, a segnalare che era arrivato il momento di separarsi. Lo studente ringraziò e accettò il meraviglioso dono. A quel punto l’insegnante gli pose una domanda: “Come pensi di ripagarmi adesso?” Lo studente rimase senza parole: non sapeva cosa dire… E l’insegnante cominciò a raccontargli una storia:la sua.

Era un giovane ragazzo con dei problemi di salute, non poteva lavorare manualmente; era in grado di studiare, ma non poteva permettersi di pagare gli studi. Perciò andò a chiedere aiuto a una sua ricca parente. Questa sua zia fu felice di aiutarlo, pagò per i suoi studi con un grande maestro e lui riusci a imparare tutto ciò che c’era da imparare. Dopo averlo fatto, tornò dalla zia per ringraziarla e renderla partecipe del suo successo. La zia gli pose quella domanda: “Come pensi di ripagarmi adesso?” Anche lui rimase senza parole proprio come avrebbe fatto lo studente, ma poi la zia gli disse: “Puoi ripagarmi con il denaro, oppure… puoi diventare un grande insegnante!”

L’insegnante, con una lacrimuccia di commozione, ha scelto la seconda opzione.

Non so come mai questa storia mi sia tornata in mente, quello che so è che anch’io come i protagonisti di questa storia “scelgo la seconda opzione” sapendo che questo significa continuare a godermi un percorso di miglioramento continuo, giorno dopo giorno, sapendo che ci sono delle cose del mio agire da insegnante d’italiano per stranieri (come sai io non insegno l’inglese) che posso e voglio migliorare, muovendomi quotidianamente verso la direzione del secondo tipo di insegnante che ti ho prospettato in queste righe.

Ti dico questo perché sono convinto del fatto che chiunque si trovi in condizione di insegnare qualcosa, che si tratti di coach, dottori, o “semplici” insegnanti, dovrebbe arricchire e dare potere alle persone che incontra durante la sua vita. E questo vale per tutte le persone che si incontrano, anche tramite le pagine di un blog, facendo in modo che si sentano meglio e… quindi è importante anche tu che mi stai leggendo,  ti senta meglio e più responsabile di quello che sei o non sei in grado di fare, avendo fiducia nel fatto che se ti applichi costantemente, avrai successo, facendo un passo alla volta!

Bene, hai letto tutto l’articolo! Grazie per averlo fatto, ma, ora, “Come pensi di ripagarmi?” 🙂

Forse adesso starai sorridendo , oppure sei rimasto (rimasta) senza parole come i personaggi della storia che ti ho raccontato. In ogni caso, sappi che puoi ripagarmi in due modi: puoi ripagarmi con il denaro, oppure… puoi diventare sempre più bravo (brava) in ciò che fai, anche con l’inglese!

-Antonio

Awakenyourenglish

Pubblicato in Ispirational, Uncategorized | Contrassegnato , , | 3 commenti

Affronta una sfida per parlare meglio in inglese!

Quante persone ci sono in Italia che parlino un inglese comprensibile e operativo che permetta di raggiungere l’obiettivo comunicativo che si prefiggono? Per intenderci non parlo di un inglese perfetto, ma non parlo nemmeno di quello che parlano alcuni famosi politici italiani nei video che sono andati virali su internet. Non so quante siano…

Quello che so è che parlare l’inglese ad un ottimo livello operativo è possibile – e lo è anche per te! – se hai una buona motivazione intrinseca (quella che viene da dentro di te) e ci metti costanza anche se per solo poco tempo al giorno.

Perché comincio questo post con queste riflessioni?

Perché un po’ di tempo fa ho ricevuto un’email in cui mi è stato chiesto se Awaken your English funziona

Di certo io non sono la persona più indicata per rispondere a questa domanda, essendo di parte, dopotutto l’ho creato io e credo che siano poche le persone che parlino male della propria creatura (come cantava il compianto Pino Daniele,”ogni scarrafone è bello a mamma soi“), perciò tenendo in mente che io sono l’autore del libro, ti voglio guidare in una storia immaginaria… che comincia qui di seguito e che puoi leggere fino alla fine per scoprire qualcosa di importante anche per te.

Non so perché stai leggendo queste righe, posso immaginare che tu abbia una ragione (o più ragioni) per cui vuoi parlare l’inglese molto bene (ho già scritto a tale proposito ampiamente nei primi post su questo blog). Le tue ragioni potrebbero essere generiche, come per esempio il fatto che imparare una lingua straniera ti apra molte porte per migliorare nella vita. Ma immagina che, per puro caso, ti si presenti una grande e specifica sfida e che tu abbia quindi una ragione concreta per parlare l’inglese molto bene.

Nonostante tu non creda di parlare l’inglese al livello adatto, ti viene chiesto di accompagnare tra quattro mesi una ventina di australiani – che sanno dire solo “buon giorno” in italiano – e tradurre in inglese tutto quello che gli viene detto nella lingua del posto (che è la tua lingua, fortunatamente)! In sostanza ti viene chiesto di fare l’interprete! Immagina di poter fare, grazie a questa proposta, una vacanza-avventura di tre giorni e che tutto sia spesato. Se vuoi puoi anche immaginare che ti vengano dati dei soldi per fare questo “lavoro”.

Come reagiresti a questa proposta, sapendo già in partenza che hai quattro mesi per prepararti all’evento?

Be’, presupponendo che tu abbia già familiarità con la lingua inglese, ma che forse sei arrugginito (arrugginita) e non la parli poi così bene, forse la tua prima reazione potrebbe essere quella di rifiutare questa allettante offerta, perché non ti senti in grado, perché in quel periodo hai altri impegni, oppure per un miliardo di altre ragioni… o SCUSE???

Poi, ripensandoci, ti rendi conto che dopotutto hai ben quattro mesi per prepararti, perciò magari ce la puoi fare. Cosa potrebbe succedere dopotutto a parte una clamorosa brutta figura se non riuscissi a svolgere bene il tuo compito? Credo che nonostante tutte le più terribili conseguenze che tu possa immaginare, comunque vada sarai ancora vivo (viva) per rialzarti, imparare dall’esperienza e migliorare ancora!

accettare-sfida-inglese

Perciò alla fine, magari ti prendi il rischio, accetti la sfida e decidi di prepararti a modo tuo, intraprendendo il tuo personalissimo percorso. E magari, dato che sei su questo blog, forse fai alcune delle cose che ti suggerisco…

1) Studi il libro e il cd allegato di “Getting around. English for tour guiding” di Max Rover e Paola Gherardelli, un pochino al giorno… dopotutto gli australiani sono dei turisti e dovrai essere in grado di affrontare delle situazioni analoghe a quelle spiegate in quel libro.

tourguiding2) Studi il vocabolario inglese che presumibilmente potresti usare in quei tre giorni (grazie a internet sarà facilissimo scovare le parole ed espressioni che ti potranno essere utili!)
3) metti in pratica il libro Awaken Your English… facendo qawakenyourenglish1uanto suggerito nell’introduzione… e prendendo a modello un interprete trovato su youtube (ti ricordi la lezione “impara dai migliori“?)
4) ascolti tanto inglese interessante a velocità tripla... questo ti preparerà a capire gli australiani in modo naturale (infatti se per te è normale ascoltare tutto a velocità tripla, quando ascolterai delle persone parlare a velocità normale ti sembrerà che parlino lentissimamente! Prova a farlo per verificare)
5) fai tanto shadowing integrato con brain gym (non lo fare in pubblico, o ti prenderanno per matto o matta:-)
6) magari leggi, ascolti, fai shadowing anche con le storie tratte dal libro “Don’t learn English, Smile” delle English sisters, perché parlare una lingua è anche e soprattutto un’attività inconscia e quel libro parla davvero al tuo inconscio!copj170.asp
7) chiacchieri con qualcuno in inglese liberamente sentendoti sempre più a tuo agio.

A questo punto ci sono due possibili finali alla storia immaginaria…Quale dei due preferisci?

A) Il primo è quello in cui fai una pessima figura perché non riesci a tradurre quello che ti viene detto dall’italiano all’inglese… E questo significa che probabilmente non hai sfruttato al meglio il tempo che avevi per prepararti anche psicologicamente all’evento!

B) Ma c’è un altro finale possibile. Quello positivo in cui ti fai tre giorni di vacanza, chiacchierando in inglese e quindi vivendo la lingua (finalmente!), mangiando anche del cibo delizioso e dormendo in un bell’agriturismo in montagna…

Per fare realizzare quest’ultimo finale, presumo che tu abbia praticato costantemente per almeno mezz’ora al giorno molti dei punti che ti ho presentato nella lista precedente, perché altrimenti è molto difficile che sia successo anche quello che puoi leggere di seguito.

Hai trascorso tre giorni a visitare dei posti che, nonostante siano a poche ore di macchina da te, forse non avresti mai visitato. Hai mangiato dei i piatti tipici che non conoscevi, hai dormito in una bella camera comoda e pulita, ti sei divertito a chiacchierare con un sacco di simpatici australiani e sei stato spontaneo (sei stata spontanea) e naturale!

Forse è anche successo che una sera il più simpatico di loro (anche il più italo-australiano di tutti, quello che sapeva qualcosina d’italiano) abbia chiesto il tuo aiuto per fare una cosa diversa da quello che avevi fatto fino ad allora… tradurre dall’inglese all’italiano in modo che anche gli italiani potessero capire ciò che stava per dire. Solo che a un certo punto lui ha cominciato a pronunciare delle frasi con parti in italiano e parti in inglese;-) E tu automaticamente, senza pensarci più di tanto, hai tradotto le parti inglesi in italiano e quelle italiane in inglese. Che risate che vi siete fatti!

Ora hai scoperto il finale positivo… che è quello che viene in mente a me, che scrivo queste righe… ma rifletti un momento su quello che sto per chiederti.

Quale potrebbe essere una sfida concreta per te? E quale potrebbe essere il tuo finale positivo? Quali passi farai per raggiungerlo? Tante domande, lo so, ma sono solo per aiutarti a realizzare il tuo sogno in cui parlare l’inglese molto bene non è altro che un importante mezzo per realizzarlo!

Per concludere questo lungo post, se mi chiedi se Awaken Your English funziona, ti dico che funziona, ma non bastaci devi mettere del tuo in base al tuo obiettivo concreto.

In ogni caso ecco quello che ho risposto a quell’email di cui ti ho parlato all’inizio di questo post (scommetto che l’avevi dimenticata!)…

Buongiorno Maria (nome di fantasia),

Leggi bene l’introduzione… c’è il metodo che consiglio io di seguire!

Se prometti di dedicarci un mesetto a finire il libro e a dedicarci minimo
10 minuti al giorno (senza esagerare), funziona!!!

Ad esempio puoi procedere così:

Il primo giorno potresti trovare un po’ di tempo per te (spegni il telefonino se puoi!) e leggere l’introduzione al metodo (magari in inglese anche ascoltandolo se vuoi)

Rispondi esplicitamente alle domanda: perchè vuoi parlare l’inglese molto
bene?

Poi ascolta (ad occhi chiusi) la versione bilingue della prima lezione
(MAKE a DECISION!) e ti fermi lì. Nota le tue sensazioni.

Il secondo giorno ascolti lo stesso audio mentre leggi il testo (forse ti
servono due dispositivi per farlo o forse puoi mettere l’audio in background
nel tuo ipad o tablet).. e magari evidenzi (o trascrivi) le parole più interessanti
per te!

Il terzo giorno puoi riascoltare ad occhi chiusi la sola versione inglese…

Il quarto giorno se vuoi riascolta una versione a scelta tua e rispondi alle
domande alla fine della lezione… più veloce che puoi!

Il quinto giorno, leggi a voce alta in coro con l’audio.

Il sesto giorno crea una tua mappa mentale, magari ispirandoti a quella
fatta da me.

Il settimo giorno copia il testo della lezione solo inglese se ti va e
notane le particolarità!

L’ottavo giorno puoi leggere la sezione “Il tuo coach personale” in inglese
o in italiano (magari ascoltandolo)

Procedendo così, avrai bisogno di un massimo di 20 minuti al giorno e ci
metterai 40 giorni a finire tutte le 5 lezioni del corso. Minimo una
settimana a lezione!

Se vuoi poi, leggiti e ascoltati il capitolo: La scienza dietro il metodo
(in inglese oin italiano, oppure tutte e due le versioni!)

Ricorda che poco e spesso è meglio di tanto e tutto in una volta.

Un caro saluto e fammi sapere se ti ho aiutata! E magari tra 40 giorni, mi
dirai quanto ha funzionato per te e come parli l’inglese!

P.s.: Se hai usato il libro come suggerito, mi puoi raccontare la tua esperienza?

P.s.2: Chissà perché mi sembra molto familiare la storia della ventina di australiani… magari sembrerà familiare anche a C. e a T. 😉

-Antonio

Pubblicato in Consigli | Contrassegnato , , , , | 1 commento

Welcome in my time machine to awaken your english! ;-)

Il tempo passa, te ne rendi conto? Passa per te che impari l’inglese o vuoi impararlo e passa per me che qualche anno fa ho scritto il libro Risveglia il tuo inglese. E scrivere queste righe sul blog ad esso dedicato, che poi saranno l’introduzione dell’eBook che magari stai già leggendo o ascoltando nella sua versione audio per me è come salire sulla macchina del tempo degli ultimi due anni. Perché in queste pagine che ho riletto (anche a voce alta) io ho potuto rivedere delle cose che ho scoperto negli ultimi due anni e tu potrai prenderne parte, magari trovando anche stavolta come nel primo volumetto di questa serie un po’ di ispirazione per dedicare il tuo tempo a risvegliare il tuo inglese, e non solo.

Clicca q3dcoverui per scaricare l’eBook gratuito in formato epub anche per il tuo IPAD!

Clicca qui per scaricarlo in formato Kindle

E qui per ascoltarne la versione audio!

In questo eBook scoprirai tante informazioni utili, concetti, libri, storie che ti permetteranno di motivarti a fare quel pizzico di inglese al giorno che ti può far padroneggiare questa lingua che ti apre le porte del mondo.

In queste pagine scoprirai come andare al di là degli obiettivi; grazie al dr.Joseph Riggio capirai come far finta di parlare l’inglese come un madrelingua senza metterti nei guai; capirai come interrompere degli schemi negativi grazie al Dr. Schwartz; tra le altre cosa verrai a sapere cosa c’entri un sarchiapone con la Pnl e cosa c’entri Siddharta con l’apprendimento della lingua inglese. Tutto questo e molto altro ancora in queste pagine, in questi audio, per lo più in italiano, anche se di tanto in tanto troverai citati dei brani in inglese con le loro traduzioni. Se invece vuoi leggere o ascoltare di più in inglese, allora non ti resta che (ri)leggere/(ri)ascoltare il libro Risveglia il tuo inglese! con cui potrai imparare le tecniche di allenamento mentale direttamente in inglese.

3dcoverblog2A me non resta che ricordarti che se queste pagine ti piacciono, puoi leggere anche il primo volume di questa serie e iscriverti per ricevere gli aggiornamenti del blog.
Perciò, buon divertimento con gli articoli del Blog e con Risveglia il tuo inglese! Awaken your English!

E siccome queste righe saranno pubblicate nel periodo natalizio, ti auguro buon Natale e felice anno nuovo se sono ancora in tempo.

Se poi ti troverai a leggerle (o ad ascoltarle) in un altro periodo, considerale come un regalo di Natale in ritardo o in anticipo… Fai tu!

P.s.: Il primo volume è ancora disponibile gratuitamente da qui!

-Ciao da Antonio

Pubblicato in Bonus | Contrassegnato , | 1 commento

Cosa c’entra Siddharta con l’apprendimento della lingua inglese?

“Tu sai, amico, che già da giovane, allora, quando vivevamo tra gli asceti del bosco, io ero pervenuto a diffidare delle dottrine e dei maestri e ad allontanarmi da loro. Sono rimasto allo stesso punto. Tuttavia ho avuto dopo d’allora molti maestri. Una bella cortigiana è stata per lungo tempo mia maestra, e un ricco mercante fu mio maestro, nonché alcuni giocatori d’azzardo. Una volta anche un discepolo del Buddha in pellegrinaggio fu mio maestro (…)”

Hermann Hesse

Poco tempo fa ho finito di leggere a voce alta a mia moglie il libro da cui è tratto il brano qui sopra…  Ebbene sì, lo ammetto: leggo dei libri a voce alta a mia moglie! Lo considero, insieme a tutte le altre cose che faccio insieme a lei, qualcosa di piacevole che condivido con la persona che amo, e in più – a seconda dei libri che leggiamo – ci fa crescere e migliorare entrambi.

Proprio questo brano mi ha ispirato a scrivere ciò che segue e puoi leggerlo [ascoltarlo] fino in fondo per scoprire cosa Siddharta e la lingua inglese possano avere in comune. Conosci la storia di Siddharta? Se sì, bene; se no, rilassati. Leggendo [e ascoltando] fino in fondo riuscirai a capire dove voglio andare a parare;-)

Come forse sai, se segui questo Blog, a volte mi appassiono di qualcosa e voglio impararla, molte volte da autodidatta, altre volte  (un po’ di meno in realtà) con un corso in presenza. E cerco di imparare dai migliori (da quelli che io ritengo i migliori!), un po’ come ti suggerisco di fare nel libro Awaken Your English! A volte mi riesce di individuare i maestri migliori, a volte no, ma anche quando mi sbaglio (e succede!) la domanda che mi pongo è: cosa c’è di utile che, nonostante tutto, posso imparare da questa persona e da questa situazione?

Sappi che – sarà anche per le mappe mentali che amo fare – mi piace avere dei punti di vista diversi, punti di vista che mi permettono di raffrontare le informazioni e di trarre le mie personali conclusioni, tenendo a mente uno dei valori che sono fondamentali per me.

Il mio obiettivo – nel mio piccolo e facendo le dovute proporzioni –  è sempre quello di dare potere alle persone, di renderle indipendenti… Dopotutto sappiamo che è meglio insegnare a qualcuno a pescare, piuttosto che donargli un pesce (e uso “piuttosto” nel vero significato di “piuttosto”, cioé “invece”). E’ meglio che tu impari a imparare da solo invece che dipendere sempre da qualcun altro, o no? Cosa ne pensi di quello che ho appena scritto? (Puoi rispondere nei commenti se lo vuoi e se ti fa piacere!)

Ho già scritto e  in tutte le salse possibili e immaginabili che puoi acquisire la lingua inglese da autodidatta, ovviamente tenendo conto anche dell’aspetto sociale di tutto questo : la lingua è un mezzo per comunicare con le altre persone! E allora, dopo averla studiata, dopo esserti allenato mentalmente a usarla, semplicemente… usala e divertiti!

Quando  trovo qualcuno che condivide questo mio stesso valore (quello di dare potere alle persone to empower people!) ne sono felice, soprattutto se questa persona è aggiornata alle ultime ricerche delle neuroscienze (la persona di cui leggerai [ascolterai]  tra pochissimo è anche autrice, insieme a Shawn Carson del libro “Keeping the brain in mind”, di cui ho parlato un po’ nel mio post precedente).

Questa cosa  mi è successa diverse volte negli ultimi tempi…

Una volta con Melissa Tiers, di cui sto seguendo il corso “Coaching the Unconscious mind” e per integrarne/assorbirne/ ricordarne i contenuti uso le mappe mentali alla Tony Buzan.  Ovviamente il corso è in inglese e questo mi permette di mantenere, oltre che migliorare il mio inglese, mentre seguo qualcosa che è davvero interessante per me!

melissa-tiers
La stessa cosa mi è successa con un altro bellissimo corso (sempre in inglese!) in cui due bravissimi professori universitari (la Dr. Barbara Oakley e il Dr. Terrence Sejnowski) mi hanno di nuovo insegnato a imparare (il titolo del corso era appunto “learning how to learn”). Il corso era gratuito, ma aveva secondo me un valore immenso, perché insegnava a… pescare:-) ehm… a rendersi indipendenti nello studio e nell’apprendimento,  il tutto condito con senso dell’umorismo e un pizzico di neuroscienze.

Amo dire “knowledge is power and can also be fun if you know how to learn” (“la conoscenza è potere e può essere anche divertente se sai come imparare“), ma devo ammettere che agire sulla base di ciò che impari è molto meglio! Perciò consiglio anche a te che leggi queste righe quanto segue: impara e agisci!

Ora, c’è una tecnica semplicissima che Melissa Tiers insegna e consiglia di usare come pattern interrupt (interruzione di schema), in caso di abitudini sbagliate, cravings (voglie irresistibili) o addirittura nel caso di ansia (è anche l’autrice del libricino “The Anti-anxiety Toolkit”) ed è quella che lei chiama bilateral stimulation… Un’azione semplicissima che permette di attivare entrambi gli emisferi cerebrali – e puoi vederla con i tuoi occhi mentre ti mostra come puoi farla anche tu, ovviamente in inglese!

Il link è su Youtube: http://youtu.be/3Sy9YGeNjCI

Da una mia visione globale di diversi argomenti, posso dedurre che la stimolazione bilaterale suggerita da Melissa Tiers è basata più o meno sullo stesso principio su cui si basano anche molti esercizi di Brain Gym (goo.gl/beYiIM) , oppure un altro antico esercizio chiamato Super Brain Yoga (goo.gl/J0fPsH).

Quando c’è qualcosa di interessante e utile, anche se strano, mi piace sperimentarlo in prima persona! Io l’ho fatto, magari puoi farlo anche tu e notare le differenze tra quando parli l’inglese senza aver fatto questi esercizi e quando invece li fai.

Forse puoi pensare che tutti questi esercizi non servano a nulla, che siano solo una cavolata, che si tratti di suggestione, ma in ogni caso: che importa? Se questi esercizi funzionano, benissimo, se non funzionano potrai sempre farti una bella risata per averli praticati… Ed è ormai risaputo che ridere fa bene😉

Perciò, ricorda che puoi imparare l’inglese – e tante altre cose! – da tutte le persone (che lo parlano, ovviamente) e da tutto ciò che ti circonda, facendone tu stesso (tu stessa) esperienza, perché per dirla come Siddharta, la saggezza non si può trasmettere… Allo stesso modo, puoi avere tutti i maestri che vuoi per migliorare il tuo inglese, ma nessuno può farlo per te. Sei tu che puoi agire costantemente e inesorabilmente verso il tuo obiettivo di parlare l’inglese molto bene, rilassandoti mentre ti godi il viaggio.

Puoi avere tutti i maestri che vuoi per crescere e scoprire anche tu ciò che Siddharta ha scoperto:-)

Rilassati e goditi il viaggio!

-Ciao da Antonio

Pubblicato in Ispirational | Contrassegnato , , | Lascia un commento