Una storia per parlare l’inglese magicamente-10

Francesca non credeva fosse possibile aver fatto quello che aveva fatto, eppure lo aveva fatto. Sarà stato il tramonto magico che si era attardata a guardare insieme a John a farle compiere quel gesto che forse in condizioni normali non avrebbe compiuto?

Lei e John si erano incontrati in spiaggia a pomeriggio inoltrato e subito si era creata quella sintonia che forse inizialmente non c’era stata nel loro primo incontro.
“E’ da molto che non ci vediamo, vero?” aveva scherzato Francesca, riferendosi evidentemente alla bella cena della sera prima in cui avevano mangiato quel cibo così buono sia per la pancia che per la mente.
John, dopo un caldo sorriso, aveva subito chiesto a Francesca di fare una piccola passeggiata sul bagnasciuga. Era fine settembre, ma la temperatura era ancora piacevole, tanto da permetter loro di poter fare ogni tanto un bel bagno in quelle acque cristalline e calme. Certo, l’acqua non era più calda come in agosto, ma era ancora davvero gradevole. Così, cullati dal rumore delle onde e dalle bellezze naturali di quella meravigliosa spiaggia tropeana, si sentivano sempre più a loro agio ad ogni passo che facevano, ad ogni parola che dicevano.

“Cosa farai a Natale?” gli chiese Francesca all’improvviso, riferendosi al fatto che John sarebbe ripartito per ritornare a Los Angeles proprio in quel periodo.
“Be’, andrò avanti con la mia vita, seguendo la direzione che ho tracciato.”
“E qual è la direzione che hai tracciato?”
“Quella di fare quello che mi piace fare, giorno dopo giorno. Te ne ho parlato l’altra volta nel nostro primo incontro di tandem, no? Ti ricordi?”
“Tutto per te sembra così facile. Viaggi, canti, fai nuove amicizie e ti diverti ad imparare una lingua straniera…” disse Francesca, fermandosi per un attimo. Poi proseguì.

“A volte, credo che una parte di me vorrebbe fare come te, vivere giorno per giorno seguendo una direzione, ma altre volte mi sento come un gambero. Sai cos’è e cosa fa un gambero?” chiese Francesca, ricordandosi che per John l’italiano non era la sua madrelingua.
“No. Mi spieghi in parole semplici?” disse sorridendo John.
“Semplificando molto, il gambero è un piccolo pesce con la crosta, il guscio…e a volte di fronte a un pericolo torna indietro invece di affrontarlo.”
“Cosa ti blocca? Cosa ti impedisce di vivere la vita che vorresti vivere?” le chiese John in perfetto italiano, capendo che quello era il momento giusto di porre quella domanda.
“È complicato. Da una parte ti dico che amo Tropea e mi piacerebbe fare qualcosa che mi permetta di promuovere questo bel posto. Ti rendi conto di quanto è meraviglioso vivere in questo posto? Poi dall’altra parte mi scontro con la mentalità della gente che ci vive e con le loro azioni.”
“A cosa ti riferisci?”
“Ti faccio un esempio banale, solo per dire una piccola cosa. Davanti a casa mia c’è una piccola pineta, dove alcune persone si fermano a rinfrescarsi. Be’, in molti hanno preso quel posto come una piccola discarica: ci buttano la spazzatura!”
“Hai fatto la tua parte per risolvere il problema?” le chiese stupito John.
Già. Aveva fatto qualcosa per risolvere il problema? Francesca si fermò a riflettere per un attimo, sorrise ripensando a quello che aveva fatto. Ripensandoci, forse aveva davvero fatto la cosa giusta. Poi ricominciò a parlare…
“Ti lascio un po’ di suspence… Secondo te cosa ho fatto?”
“Non credo proprio che tu ti sei messa a, come dite voi italiani, ‘bestemmiare in turco’?”
Francesca si mise a ridere, poi cambiò discorso.

Speak-English-Magically-Front-Cover“Te lo dico tra poco, ma perché ora non mi aiuti a fare un po’ di shadowing? Ti ricordi? Ne abbiamo parlato ieri sera. Il ripetere come un’ombra quello che dice un’altra persona in lingua straniera. Ho qui con me il libro che sto usando per migliorare il mio inglese. Come ho detto ieri sera a cena, ho avuto un po’ di difficoltà a praticare lo shadowing senza leggere il testo. Allora, mi aiuti leggendo questo testo a voce alta?” disse Francesca indicando la pagina in cui c’era il testo solo in inglese di quella lezione che aveva ormai ripetuto in diversi modi.

“Certo che ti aiuto, ma ho anche un’altra idea. Ci siediamo qui?  Ti fidi di me?” le chiese sorridendo John.
“MMMh… Sì, sediamoci qui sulla sabbia. Mi fido” disse Francesca non sapendo cosa aspettarsi.
“Fa’ quello che io faccio, immagina che sei davanti a uno specchio. Se io sorrido, tu sorridi. Se io muovo la mano destra, tu muovi la mano sinistra, come in uno specchio… e soprattutto guarda i miei occhi…”

In questo video puoi vedere l’esercizio che fanno anche Francesca e John: https://www.youtube.com/watch?v=mn4fKtiGHXg

E così Francesca cominciò a seguire i movimenti di John. Erano dei movimenti lenti che lei riusciva a vedere con la sua vista periferica, dato che doveva concentrarsi, come le aveva chiesto, sugli occhi di lui. Dopo aver superato il normale imbarazzo iniziale, con ogni secondo che passava, era come se lei riuscisse a guardargli dentro l’anima. E ciò che vedeva le piaceva. Poi lui si interruppe e le chiese di essere lei a guidare per un po’, mentre avrebbero continuato a guardarsi dritti negli occhi. Si era creata una sorta di connessione speciale tra i due.

“Now it’s time for me to read aloud the text, will you shadow me?” disse John nella sua madrelingua.
“Yes” disse Francesca sorridendo.
E così mentre John leggeva il testo solo in inglese del rilassamento guidato intitolato “I speak English very well”, Francesca parlava quasi contemporaneamente a lui dicendo le stesse cose. A volte non riusciva a tenere il ritmo, e John  prontamente rallentava. Senza nemmeno rendersene conto Francesca stava facendo un esercizio molto utile per migliorare il suo inglese. E lo stava facendo senza leggere il testo. Aveva di che essere orgogliosa. Ma non ebbe il tempo di rendersene conto, perché John aveva deciso di cambiare registro e fare qualcosa di diverso per l’ultima pagina. Si fermò un momento e appoggio il libro sulla sabbia in modo che non si richiudesse e in modo che potesse continuare a leggerlo. Poi cominciò a fare una cosa che Francesca non si sarebbe mai aspettata.
“Can you do as I do and speak at the same time?”
“I’ll try” disse Francesca.
Either you do or you don’t. There’s no trying. Because trying implies failure.” aveva detto fermamente ma con un sorriso John. Poi cominciò, mentre era ancora seduta di fronte a Francesca, a muovere alternativamente la sua mano destra verso l’orecchio sinistro, poi la mano sinistra verso l’orecchio destro.

In questo video puoi vedere qualcosa di molto simile a quello che ha cominciato a fare John, con la differenza che John leggeva a voce alta un testo tratto da Speak English Magically mentre faceva questi movimenti di Brain Gym: https://www.youtube.com/watch?v=61JVHiXUeRo

Per un attimo Francesca fu colta dallo stesso pensiero dell’altro giorno quando al loro primo incontro di tandem John si era messo a ridere senza alcun apparente motivo: “Questo è pazzo! Mi alzo e scappo? Oppure resto?”

Poi decise di restare e di avere fiducia in lui. Così cominciò, dapprima con difficoltà, poi progressivamente in modo più facile a fare tutte quelle cose contemporaneamente: imitava il parlato e i movimenti di John. E alla fine, quando John aveva finito di leggere quella pagina,  scoppiarono entrambi in una grossa risata… una risata che li fece avvicinare e fece succedere quel bacio, così naturale come inaspettato, che li unì ancora di più. E ora?

Francesca riuscì a godersi il momento per quanto durò, corrisposta da John, poi si allontanò un pochino mentre cominciava a perdersi in una marea di pensieri.

John la guardò negli occhi e le fece capire che era tutto a posto, che anche lui provava quella sensazione di smarrimento che può assalire quando ci si allontana dal momento presente. Perciò le propose di fare quello che lui aveva imparato a fare nel corso degli anni: vivere pienamente ogni momento che gli veniva offerto.E se questo significava farsi travolgere dalla passione, oppure fermarsi a chiacchierare piacevolmente in inglese o in italiano, lo avrebbero semplicemente fatto accadere.

Francesca, ancora titubante, accettò la proposta.

Poi, quasi inaspettatamente, si sentì chiedere da John: “Allora cosa hai fatto con quella spazzatura?”
“Mi sono armata di santa pazienza, ho messo dei guanti, ho preso dei sacchetti colorati e ho cominciato a raccoglierla differenziandola. Sai perché l’ho fatto?” aveva infine chiesto Francesca.
“No, perché?”
“Perché credo che devo essere io il cambiamento che voglio vedere nel mondo. Ho ripensato a questa frase proprio qualche giorno fa dopo aver avuto una discussione al lavoro. E con le tue domande mi hai fatto capire nel caso della spazzatura, avevo proprio fatto la cosa giusta. Ho fatto la mia parte. Ora, so per certo che forse tra qualche giorno troverò ancora della spazzatura davanti a casa mia, ma se succederà, mi rimboccherò le maniche e la raccoglierò di nuovo. Prima o poi, qualcuno si fermerà a leggere il cartello che ho scritto e che ho appeso davanti a casa mia, perché ero così stanca della situazione, che mi sono messa a scrivere un messaggio per chiunque si fosse fermato davanti a casa mia.”
“Cosa hai scritto ?”
Ci ho scritto questo:

‘In una giornata di sole è bello fermarsi al fresco dei pini magari con un panino  o le lasagne della nonna… Perciò ora sei all’ombra, ti stai ristorando, e poi ti ricordi di fare la tua parte e mantenere pulito, perché se tu fossi a casa tua, raccoglieresti la spazzatura, vero? Tutto questo per dirti che ti preghiamo di lasciare il posto pulito, anche se altri prima di te non lo hanno fatto. Loro sono loro e tu?’

Che ne pensi?”

cartello-spazzatura.JPG

“Wow. That’s really a great way to communicate. I really have to tell you that: I do think you can achieve anything in your life… So whatever the hurdles are that are stopping you, just acknowledge them, and take the first step toward your dreams, because in the concrete case you told me about, you did exactly what you needed to do! Didn’t you realize?”
“Actually I didn’t, but now that you are pointing it out… Wait… Do you really think I can achieve anything in my life?” disse Francesca arrossendo un poco.
“I don’t really have to tell you that. You are on the right path to find it out by yourself, day after day… But let me walk you home, can I?” disse John abbracciandola con affetto.

Adesso era da sola e rifletteva su tutto quello che era successo in quel lungo pomeriggio: lo shadowing, il parlare un po’ in inglese e in italiano, la storia della spazzatura raccolta e messa via, la bella chiacchierata, il bacio e la risposta alla domanda che si era posta poco prima. Era stato il tramonto magico che si erano attardati a guardare insieme a farla lasciare andare e farle baciare John? Si rispose che forse le circostanze e l’ambiente avevano contribuito, ma erano stati entrambi a volere quel bacio, erano stati entrambi a vivere quel momento ed era lei che poteva fare tutte quelle piccole azioni che le potevano permettere di migliorare la sua vita giorno dopo giorno, muovendosi anche lei verso la direzione che stava tracciando. Cominciava davvero a credere di poter ottenere davvero tutto nella sua vita. Tutto era veramente possibile e stava a lei far pendere la bilancia verso le cose per cui aveva piacere vivere un giorno dopo l’altro. E con questi pensieri si addormentò serenamente, preparandosi ad una notte di sogni. Forse quei sogni e quella notte di sonno profondo e piacevole le avrebbero permesso di integrare tutte quelle esperienze che stava vivendo giorno dopo giorno da quando stava mettendo in pratica il suo proposito di praticare l’inglese un po’ al giorno, tutti i giorni.

Cosa succederà domani?
Continua? Dipende sempre da te. 🙂

Be’ oggi mi sono proprio divertito a spiegarti gli altri due livelli di shadowing (di cui avevo parlato nel video con Conor) grazie alla storia di Francesca e John . Mi sono anche divertito a presentarti un esercizio teatrale che ho conosciuto grazie a Maria Grazie Teramo di Laboart Tropea e che aiuta a creare una connessione con un’altra persona. L’hai mai fatto?

Adesso ho una domanda per te:

Come ti piacerebbe che finisse la storia tra John e Francesca?

Fammi sapere nei commenti cosa ne pensi e cosa vorresti che succedesse tra loro:-)

Ricorda che se questa storia (con tutti gli episodi precedenti) ti piace, puoi dimostrarlo condividendola con i tuoi amici e con chi ti sta a cuore. Grazie mille!

Un abbraccio da Antonio

 

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