Una storia per parlare l’inglese magicamente-5

Francesca aveva fatto davvero tardi quella sera. Si stava preparando per la notte e ripensava alle cose più belle che le erano successe durante quella lunga giornata. Era da un po’ di tempo che aveva preso quell’abitudine: mentre si preparava per andare a dormire rivedeva mentalmente le cose belle della giornata e anche le cose che avrebbe voluto dire o fare diversamente. E di quella giornata c’era veramente molto di bello da ricordare.

A partire da quella bella storia che aveva letto, quella dei tre muratori che lavoravano alla costruzione di un’enorme cattedrale. Era rimasta sorpresa trovando delle similitudini tra quella storia e quello di cui aveva fatto esperienza passando la sua serata ad ascoltare della buona musica. La storia le ritornava in mente durante il tempo che le serviva per struccarsi davanti allo specchio.

Un giovane monaco era stato incaricato di sentire cosa ne pensassero del loro lavoro i muratori che stavano lavorando alla costruzione di quella grandissima cattedrale. Incontrò il primo e gli chiese di parlargli del suo lavoro, mettendosi ad ascoltare con curiosità. “Come vedi sto facendo un lavoro che mi logora ed è sempre uguale. Che soddisfazione c’è? Sarò morto prima che la cattedrale sia costruita, anche solo per un quarto” rispose visibilmente amareggiato e triste.

Mentre pensava a questo monaco, Francesca ripensava anche al primo cantante che aveva ascoltato a Largo Galluppi, la suggestiva piazzetta medievale vicino al liceo scientifico di Tropea da lei frequentato anni prima. Arrivato sul palco, la musica era partita e lui si era messo a suonare, come se stesse facendo la cosa più noiosa del mondo…senza metterci passione per nulla, non curandosi nemmeno del pubblico che era presente numeroso. “Mi ricorda proprio il primo monaco della storia” pensò Francesca.

speak-english-magically-audioAlla fine si era decisa ad andare alla serata del Tropea Blues con Tania, la sua cara amica, così schietta e sincera. Aveva scoperto che anche lei, incuriosita dal libro, lo aveva acquistato e aveva cominciato ad usarlo. Avevano parlato di quanto si fossero rilassate ad ascoltare la traccia audio. Tania aveva ascoltato l’audio bilingue, mentre Francesca quel giorno aveva ascoltato l’audio English Only ed era stata felice perché aveva capito tutto quello che le veniva detto, oltre a rilassarsi piacevolmente con le immagini suggerite dalla splendida voce americana. Ricordandosi della frustrazione provata pochi giorni prima quando aveva incontrato quel turista americano, aveva osato dire a Tania che se lo avesse rivisto oggi, sarebbe stata più serena e avrebbe capito quello che le voleva chiedere e forse gli avrebbe anche risposto. “Chissà. Forse avrai occasione di dimostrarlo molto presto”, aveva detto Tania, come se avesse saputo qualcosa più di lei.

Il secondo mini concerto della serata, nel Largo Antico Sedile, era stato un po’ più coinvolgente. La gente era allegra. Alcune persone ballavano spontaneamente. Anche Tania e Francesca lo avevano fatto per un po’, ma poi si erano fermate pensando che mancasse qualcosa. A loro? O al gruppo?

Mentre si struccava e ripensava agli eventi della giornata, ricollegò il secondo gruppo al secondo muratore… ” Faccio questo lavoro per sfamare la mia famiglia, in modo che i miei figli abbiano una vita migliore” aveva risposto con voce calma e dolce quel bricklayer.

La serata era proseguita piacevolmente fino al gran finale. Tania e Francesca avevano incontrato Massimo proprio sotto il palco in piazza Vittorio Veneto, dove stava per cominciare il terzo e conclusivo mini concerto della serata. A suonare c’era il gruppo Red Onion insieme ad uno special guest. Francesca non sapeva se sentirsi sollevata dal fatto che Massimo fosse da solo, senza il cugino americano di cui le aveva parlato il giorno prima, quasi come se avesse ancora paura di fare quella nuova esperienza che le era stata proposta il giorno prima. Cos’era il tandem, poi? 
“Allora? Dov’è il tuo famoso cugino americano?” disse Francesca con la sicurezza di chi sa di non aver nulla di cui temere.
“Be’, lo sentirai tra poco!” rispose sorridente Massimo.
“Cosa intendi?”
Non fece in tempo a rispondere che la musica era partita… Dapprima lentamente, poi sempre più coinvolgente.

tropeablues.jpgFrancesca non riusciva a vedere bene il palco, dato che erano arrivate un po’ tardi e la piazza era strapiena. Riusciva ad ascoltare… una voce calda che cantava in un inglese chiaro, che lei riusciva a capire. Riusciva a capire il testo di quella canzone! Almeno quasi tutto. “Who knows what tomorrow may bring?” era il titolo della canzone, ripetuto anche nel ritornello.  Era felice, la canzone le era piaciuta e si era messa a ballare insieme a un gruppetto di persone conosciute e sconosciute. Si sentiva viva, libera di essere totalmente presente in quel momento.

Mentre ballava, si era avvicinata al palco. Aveva riconosciuto il cantante! Era il ragazzo che le aveva chiesto delle informazioni qualche giorno prima. Proprio lui, quel ragazzo da cui era partita la sua decisione di impegnarsi giorno dopo giorno a migliorare il suo inglese! Non riusciva a crederci: era un cantante davvero bravo e appassionato, oltre che carino. E non era tutto! Quando Massimo si era nuovamente avvicinato a lei, le disse semplicemente, gridando: “Quello è John, mio cugino! È bravo, vero? Se fossi arrivata prima te lo avrei presentato, mi sa che stasera tra interviste e altro non avrà molto tempo.” Per un attimo era rimasta confusa, come quando esistono dentro contemporaneamente due sensazioni opposte e contrarie… La gioia di ballare e ascoltare quella buona musica e di capirla da un lato; la frustrazione di qualche giorno prima, quando aveva incontrato John per la prima volta dall’altro lato. Entrambe queste sensazioni stavano lottando tra di loro come una nave che lotta contro il mare in tempesta… E alla fine la nave ha avuto la meglio: è rimasta solo la gioia di ballare, ascoltare, capire quella canzone; e la risposta emozionata di Francesca: “Sai, Massimo. A questo punto non vedo l’ora di conoscerlo!”

Massimo e Tania erano felici di questa risposta e avevano riso con complicità. Che si fossero visti prima e avessero parlato di qualcosa? Non ci aveva pensato in quel momento, perciò, mentre finiva di struccarsi si annotò mentalmente le domande che avrebbe dovuto porre a Tania e a Massimo. Non gliela raccontavano giusta. Che stessero tramando qualcosa quei due?

Adesso, quasi pronta per andare a dormire, ripensava alla risposta del terzo muratore, che con grande entusiasmo aveva detto al monaco: “Guarda come la bellezza intrappolata nella pietra inizia a emergere. Stando qui a lavorare, io non solo celebro la mia competenza e la mia abilità nel lavoro che svolgo, ma contribuisco alla costruzione di tutto ciò in cui credo. Sono in pace e sono felice perché, anche se non vedrò mai la cattedrale interamente costruita, quest’opera rimarrà in piedi per secoli, come simbolo di tutto ciò che è veramente importante per tutti noi…”

Francesca ripensò anche alla decisione del monaco, che il giorno aver ascoltato quei muratori si tolse la tunica e andò a fare da apprendista al terzo muratore. Cosa poteva voler dire quella storia? E come mai la associava a quei tre diversi concerti? E come mai John le ricordava proprio il terzo muratore? Forse lo avrebbe scoperto il giorno dopo. Quella notte non sapeva ancora come avrebbe integrato tutte quelle nuove informazioni ed esperienze  mentre avrebbe dormito piacevolmente e profondamente. Sapeva che tutti hanno dei sogni… Alcuni possono avere dei sogni vividi, dei sogni noiosi, oppure dei sogni stranissimi… Altri possono avere dei sogni in cui ci sono molte persone o ce ne sono davvero poche. Altri ancora possono pensare di non aver sognato per nulla. In ogni caso, Francesca avrebbe permesso che quello (quale tipo di sogni avrebbe avuto?) sarebbe stato il segnale che l’apprendimento stava avvenendo ad un livello molto profondo.

Continua? Dipende sempre da te! 🙂

Francesca sta continuando a scoprire Speak English Magically, giorno dopo giorno, tutti i giorni. E tu? Lo stai facendo? Scrivimi nei commenti, oppure in una recensione sul sito dove hai acquistato il libro. Te ne sarò enormemente grato. Per ora ti saluto, ricordandoti sempre che puoi rilassarti e goderti il viaggio! Passaparola! 🙂

Antonio

P.s.: Un ringraziamento speciale a Walter che mi ha fatto tornare in mente la storia dei tre muratori e a Eugenio, il super appassionato tropeano di musica, che mi ha permesso di andarlo a trovare per chiedergli alcune cose del Tropea Blues! Grazie di cuore a tutti e due!

 

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