Una storia per parlare l’inglese magicamente-4

Informazioni Anteprima eBook – Audio Video Meligrana Editore

Con il codice ISBN 9788868152864, puoi ordinare il libro cartaceo anche presso qualsiasi libreria italiana.

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La giornata di Francesca stava andando per il meglio. Ormai i primi giorni erano passati ed era stata costante nel suo proposito di fare quel tanto che bastava per parlare l’inglese sempre meglio un po’ al giorno tutti i giorni. Era riuscita ad inserire, nelle sue pienissime giornate, del tempo da dedicare a se stessa e all’inglese. Forse prima di questa esperienza nemmeno lei ci avrebbe creduto. “Trovare il tempo? E quando mai potrei trovare almeno dieci minuti al giorno tutti i giorni?” si sarebbe potuta dire. Ma adesso si era resa conto che, ad esempio, bastava non consultare la sua email o il suo account Facebook così spesso per recuperare davvero un sacco di tempo. Ed eccoli lì quei dieci, venti minuti al giorno per migliorare sempre di più.

Quel giorno aveva già trascorso del tempo piacevole con l’inglese. Riascoltò semplicemente la traccia che aveva ascoltato sulla spiaggia il giorno prima, con la sola differenza che oggi ne aveva seguito silenziosamente il testo sul libro. La cosa si era rivelata piacevole. Si rendeva conto che non avrebbe potuto chiudere ovviamente gli occhi, come invece veniva suggerito dal testo, ma le sensazioni che aveva provato il giorno prima erano ancora tutte lì…

[Prima di andare avanti con la lettura della storia fai anche tu quello che ha fatto Francesca: riascolta l’audio bilingue dell’episodio 1 mentre ne leggi il testo a pagina 36 dell’anteprima gratuita che trovi qui sotto cliccando sulla copertina del libro]

Speak-English-Magically-Front-Cover

Nonostante avesse letto silenziosamente il testo mentre lo ascoltava, sentiva accadere qualcosa al suo corpo e al suo modo di respirare. Si era accorta che il suo respiro si faceva più lento e dolce, mentre i muscoli del suo corpo diventavano piacevolmente pesanti. Riusciva davvero a immaginarsi come una persona in grado di parlare l’inglese molto bene da un sacco di tempo. Si vedeva a parlare con i suoi amici e parenti americani in modo spontaneo e rilassato. Mentre ascoltava aveva anche sottolineato alcune frasi e cerchiato delle parole che erano davvero interessanti per lei. 01Le piaceva molto quell’idea di quella scatola decorata o colorata con i colori dell’arcobaleno nella quale avrebbe potuto sempre ritrovare la gioia, la curiosità e la sicurezza e tutto quello di cui avrebbe avuto bisogno nel suo percorso verso la padronanza di quella meravigliosa lingua che le avrebbe aperto tantissime porte. Aveva letto e ascoltato la lezione notandone nuovi dettagli, un po’ come quando riguardava un film per la seconda volta e riusciva a vedere che quelle foglie stavano cadendo per terra per un motivo preciso che avrebbe avuto un senso solo alla fine del film…

Tutto era andato alla perfezione finché non arrivò la telefonata di Massimo… “Ti devo fare una proposta indecente” le disse. Francesca sapeva che quello era il suo modo di parlare, e che in realtà non voleva dire realmente che la proposta sarebbe stata indecente. Ma avrebbe dovuto preoccuparsi? Si ricordava sempre con piacere di quando Massimo le leggeva le carte giù al lido La Pineta. In particolare si ricordava di come a volte le sue “letture” fossero così generiche da farci entrare qualsiasi evento che le sarebbe potuto accadere; mentre altre volte erano così specifiche che lei non sapeva veramente se credere nei poteri che Massimo si vantava di avere, o se sospettare di qualcuno che andava in giro a rivelare i suoi personalissimi segreti. Non sapeva cosa aspettarsi da quella telefonata, perciò disse semplicemente: “Sentiamo!”

“Un uccellino mi ha detto che ti sei messa seriamente a studiare l’inglese, perciò vorrei proporti di fare un tandem con mio cugino, arrivato da poco da Los Angeles” disse Massimo con il suo tono allegro.
“Non se ne parla proprio” si ritrovò a dire, ripercorrendo inconsciamente quei vecchi schemi che fino a pochi giorni prima la portavano a fuggire via dalle cose sconosciute. “Ma che cosa credi, Franceschina?” Solo lui la chiamava ancora con quel nomignolo: detestava ammetterlo, ma le faceva piacere sentirsi chiamare in quel modo. “Mi lasci finire di parlare? Prima di tutto, il tandem, come forse hai pensato data la tua risposta, non è una bicicletta a due posti: è un metodo di apprendimento  in cui due persone di lingue diverse trascorrono un po’ di tempo insieme a conversare un po’ nella lingua di uno e un po’ nella lingua dell’altro. È un modo per aiutarti a migliorare il tuo inglese e per aiutare mio cugino John a parlare finalmente l’italiano. Pensa che l’altro giorno se n’è andato in giro per Tropea a chiedere informazioni in inglese. A Tropea! A Tropea siamo davvero in pochi a parlare questa lingua utilissima! Avrebbe potuto farlo nell’italiano che già conosce e avrebbe ottenuto dei risultati migliori. Allora? Ci stai?”
“Non so, Massimo. Per ora sto facendo questo mio percorso quotidiano e mi trovo bene” , rispose Francesca, non facendo caso all’ultima frase di Massimo e ancora inconsapevole del suo ennesimo tentativo di fuggire di fronte a quell’esperienza sconosciuta.
“Mmmh…Ti ricordi che parlare una lingua è un’eperienza sociale? Non parlerai l’inglese solo usando un libro, per quanto magico possa essere. E, lascia che te lo dica, il libro non parlerà con te, mio cugino sì! Eppoi, pensa un pochino alle tante volte che ci hai provato in passato. Cosa ti è mancato per ottenere la sicurezza di parlare l’inglese?” Francesca taceva dall’altro capo del telefono: Massimo stava toccando un suo punto sensibile, stimolandola a rendersi conto delle strade che aveva tentato di percorrere in passato. “Secondo me, ti è proprio mancato il fatto di parlare con qualcuno direttamente in inglese… Penso che sia una buona occasione quella che io e John ti stiamo offrendo. Forse è il momento di smettere di provare a parlare l’inglese e, invece, farlo sul serio!”, continuò Massimo ora con un tono molto autorevole. Non sembrava nemmeno lui a parlare: sembrava sempre scherzare su tutto, ma in quel momento era serio!

“Ci devo pensare”, disse Francesca sentendo del vero in quello che Massimo diceva.
tropeablues-1“Pensaci tutto il tempo che vuoi. Domani sera io e John saremo ad ascoltare e a fare un po’ di buona musica al Tropea Blues Festival. Se ci sarai anche tu, mi farà piacere presentartelo, così vi metterete d’accordo per il tandem!” concluse Massimo, quasi sicuro di aver fatto centro.
“D’accordo. Ci penserò su, te lo prometto!” disse Francesca, salutando e ringraziando Massimo.

La telefonata l’aveva scossa. Di cosa aveva paura? Si era già creata un cuscino di sicurezza per proteggersi dalle delusioni e le brutte figure che aveva fatto prima? Però, ripensando bene a cosa aveva fatto o non fatto in passato, persino a quello a cui aveva pensato tutte le volte in cui aveva fallito con l’inglese, questa cosa del tandem le mancava proprio. Del resto non aveva mai avuto una vera e propria conversazione con un madrelingua. Sarebbe stata una grande sfida. La notte avrebbe portato consiglio, anche se dentro di sé probabilmente aveva già deciso cosa fare il giorno dopo. In più, sapeva che il Tropea Blues era un’occasione a cui non sarebbe mancata assolutamente. Era uno di quei periodi in cui Tropea si rivestiva di magia, grazie alle numerose band internazionali che venivano ad esibirsi per le piazze e i vicoli del suo meraviglioso paese. Aveva la sensazione che qualcosa le fosse sfuggita durante la conversazione con Massimo, ma non riusciva a capire cosa.

Si disse qualche affermazione positiva e si preparò ad una bella notte di sonno profondo e sogni piacevoli che le avrebbero permesso di integrare tutte le esperienze di quella lunga e bella giornata nella quale aveva fatto degli altri importanti passi verso il suo obiettivo di parlare l’inglese sempre meglio.
Cosa farà domani Francesca?

Continua? Dipende sempre da te! 🙂

Ehi, ridendo e scherzando, ho già scritto quattro parti di questa storiella che non ha alcuna pretesa letteraria, ma solo l’intenzione di ispirarti a smettere finalmente di provare e a fare la tua parte giorno dopo giorno per migliorare il tuo inglese. Fammi sapere se sto riuscendo nel mio intento. Ogni feedback è gradito, magari con un “mi piace” o un semplice commento. Per ora ti saluto, dicendoti ancora una volta: Relax and enjoy the journey! And, by the way, passaparola!

Antonio

P.s.: Per approfondire l’idea delle tentate soluzioni (dall’approccio strategico di Giorgio Nardone), perché non ti prendi un po’ di tempo per te stesso e appunti su un foglio di carta tutto ciò che hai detto o non detto, fatto o non fatto, o anche solo pensato per raggiungere l’obiettivo di parlare l’inglese molto bene. Se dopo averlo fatto, ti renderai conto che qualcosa non ha funzionato e la stai ancora facendo, forse è il momento di metterla in pausa, non credi?

 

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