Geni si nasce o si diventa?

Ti piacerebbe parlare l’inglese (con un bellissimo accento americano) come Luca Lampariello?

Chi è Luca Lampariello?

Te lo presento qui sotto in questo video che puoi guardare cercando di rispondere a questa domanda, quante lingue parla Luca?

A questo punto mi dirai, è tutto talento naturale, o genetica…E io ti domando, ne sei proprio sicuro (sicura)?

Nel leggere un libro di Daniel Coyle, intitolato  The talent code (a quanto ne so io, ancora inedito in italiano), mi è venuta in mente una bellissima storia che ho letto da un’altra parte.

La storia è riassunta qui sotto e il suo titolo è una bella domanda…

GENI SI NASCE O SI DIVENTA?

C’era una volta un grande mago che stava mostrando le sue strabilianti magie. Il pubblico acclamò il mago e il re disse :”Quest’uomo ha un dono, un talento donato da Dio”. Uno dei saggi consiglieri del re, però disse:” Mio signore, geni si diventa, non si nasce. L’abilità di questo mago è il risultato della disciplina e dell’allenamento. Si è guadagnato quel talento raffinandolo negli anni, con determinazione e disciplina“.
Il re, infastidito ribadì che “Geni si nasce, non lo si può diventare, e tu sicuramente non sei nato genio”, e fece rinchiudere il consigliere nella prigione più profonda insieme a due maialini.
Fin dal primo giorno di prigionia il consigliere prese ad allenarsi correndo su per le scale della cella tenendo un maialino sotto ogni braccio. Il tempo passava e i maialini crescevano…e giorno dopo giorno l’allenamento fece diventare il saggio consigliere sempre più forte.
Quando il re si ricordò del prigioniero, curioso di vedere come la prigionia l’avesse ridotto, lo fece chiamare. Quando il prigioniero si presentò con i due maiali sottobraccio, il re esclamò:”Quest’uomo ha un dono, un talento donato da Dio”. Il saggio consigliere rispose” Mio signore, geni si diventa, non si nasce. La mia forza è il risultato della disciplina e dell’allenamento. Mi sono guadagnato questo talento raffinandolo nel tempo con determinazione e disciplina“.

Liberamente tratta da The magic of Metaphor di Nick Owen

Una mappa mentale dal libro The Talent Code di Daniel Coyle

Cosa vuole dire questa storia? Ovviamente lascio a te il piacere di trarre le tue personalissime conclusioni.

Ma come mai questa storia mi è tornata in mente nel leggere il libro di Coyle?

The Talent Code è un bel libro che, secondo me,  potrebbe essere riassunto con la storia che hai appena letto.
Un passaggio mi ha colpito molto… “Although talent feels and looks predestined, in fact we have a good deal of control over what skills we develop, and we each have more potential than we might ever presume to guess”  che in italiano si potrebbe tradurre con “Sebbene il talento sembri essere predestinato, nei fatti abbiamo un elevato grado di controllo sulle abilità che sviluppiamo, e ognuno di noi ha più potenziale di quello che possiamo mai immaginare di avere“.

“The trick is to figure out how to do that = Il trucco sta nel capire come farlo!

Coyle ha scritto un libro pieno di ricerche, scientifiche e aneddotiche, per rispondere a tutta una serie di domande che si pone nelle pagine iniziali…

How does a penniless Russian tennis club with one indoor court create more top-twenty women players than the entire United States?  [Come fa uno squattrinato club tennistico russo con un campetto indoor a sfornare più tenniste tra le top 20 degli interi Stati Uniti?]

How does a humble storefront music school in Dallas, Texas, produce Jessica Simpson, Demi Lovato, and a succession of pop music phenoms?  [ Come fa un umile scuola/negozio di musica a Dallas, nel Texas, a produrre Jessica Simpson, Demi Lovato e una serie di fenomeni della musica pop?]

How does a poor, scantily educated British family in a remote village turn out three world-class writers? [Come fa una famiglia inglese, povera e scarsamente istruita, in un remoto villaggio a dare vita a tre scrittrici di fama mondiale?]

L’autore risponde a queste domande all’interno del libro e lo fa sia in modo scientifico (quando parla della guaina mielinica), che pratico (quando parla della deep practice[la pratica profonda], della motivazione e dei coach).

A questo punto, ti chiedo: e tu che ne pensi?

Pensi ancora che Luca Lampariello e tutti quelli che si possono definire esperti di una qualche abilità, siano nati geni? Oppure pensi che sia dipeso da loro stessi? Oppure ci sono altre possibilità?

Leggendo a proposito della strategia di Luca per apprendere e padroneggiare una lingua (o due come sta facendo ultimamente ) nell’arco di due anni, ti renderai conto che la genetica non basta;-), ma serve costanza e regolarità…anche per solo mezz’ora al giorno.

Ricorda che “the trick is to figure out how to do that“;-)

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6 risposte a Geni si nasce o si diventa?

  1. Fabio ha detto:

    Ciao. Non ho letto il libro, ma ne ho colto il senso dal tuo articolo e sono pienamente d’accordo con te. Purtroppo sin dalla scoperta del DNA si è instillata nella gente la CONVINZIONE (la convinzione è un affermazione RITENUTA VERA, ma il cui fondamento è tutto da dimostrare) che il talento fosse una qualità innata e trasmessa geneticamente: per emergere in un settore o possiedi certe qualità genetiche o ti puoi scordare l’eccellenza. Non voglio negare che la genetica abbia la sua importanza ma nego assolutametne che essa sia determinante nel miglioramento. Chi ha determinate qualità genetiche può mostrare in precoce età una certa predisposizione in un certo ambito, ma se non incontrerà un ambiente favorevole ( famiglia, scuola, amici, insomma, il contesto sociale) sarà molto difficile raggiungere determinanti livelli di eccellenza, anche perché se l’ambiente non è favorevole è molto difficile instaurare il circolo virtuoso della crescita: ho delle qualità di base; miglioro in alcuni aspetti e, visti i piccoli risultati, cerco di migliorare sempre di più. Spesso la convinzione che la genetica sia determinante è spesso castrante: non sembro bravo in un certo ambito, quindi non sono predisposto per quell’ambito, quindi è inutile impegnarsi: cioè si guarda al miglioramento in termini assoluti! Volendo fare un esempio, o sei bravo come Maradona oppure è inutile giocare a calcio! Ma penso che questo approccio sia inutile oltre che mortificante! Ma io credo che il talento ammetta delle sfumature: continuando l’esempio del calcio, c’è Maradona, c’è Del Piero e c’è anche il giocatore bravo che gioca nelle giovanili. Io credo che, nonostante le predisposizioni, se si è raggiunto un certo livello in un campo non lo si può giudicare a priori, quando si è all’inizio del cammino, ma solo dopo; purtroppo spesso avviene il contrario e spesso si castra un sacco di gente. Poi io distinguerei tra Genio e Talento: nel caso di Luca, credo che abbia raggiunto livelli molto alti nell’apprendimento delle lingue (talento) ma non credo che sia un genio: una persona che raggiunge livelli altissimi in una disciplina, difficilmente raggiungibili anche per i più talentuosi, solo allora può essere considerato un genio: mi riferisco ad Einstein, Leonardo, Maradona nel calcio, Shakespeare ecc. Credo che la forza di Luca sia nell’aver capito precocemente ciò che l’appassionava e, gradificato dai progressi, è riuscito a raggiungere livelli molto alti. Scusa, mi sono un po’ dilungato 😀

    • awakenyourenglish ha detto:

      Ciao Fabio e scusa tanto per aver atteso così tanto per rispondere al tuo commento.
      Sono d’accordo su moltissimo di cui scrivi…Sulle convinzioni ho scritto un articolino in inglese sul mio altro blog http://speakitalianmagically.com/2011/08/10/do-you-really-really-believe-you-can-learn-italian/

      In particolare sono d’accordo su quanto scrivi qui:
      “Chi ha determinate qualità genetiche può mostrare in precoce età una certa predisposizione in un certo ambito, ma se non incontrerà un ambiente favorevole ( famiglia, scuola, amici, insomma, il contesto sociale) sarà molto difficile raggiungere determinanti livelli di eccellenza, anche perché se l’ambiente non è favorevole è molto difficile instaurare il circolo virtuoso della crescita”.

      Bella anche la distinzione tra genio e talento.

      Grazie tanto per aver letto l’articolo.

      Antonio

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  4. nickp1992 ha detto:

    Reblogged this on Lo studente atipico and commented:
    Scrivi qui i tuoi pensieri… (opzionale)

  5. Pingback: Se qualcuno parla l’inglese meglio di te, come puoi reagire? | Awaken your English! Risveglia il tuo inglese! Allena mentalmente il tuo inglese ora!

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